Il Tirreno

Livorno

«Una manovra per evitare la collisione»

«Una manovra per evitare la collisione»

Il comandante parla dopo l’assoluzione: non li ho visti cadere, ma la nave è rimasta in sicurezza

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LIVORNO. «Non dico niente perché ha detto tutto il giudice nella sentenza». Un attimo di pausa e Pietro Colotto, 65 anni, comandante “Rambo”, come viene descritto per la sua capacità di navigare anche in condizioni meteo marine complicate, parla per la prima volta della notte del 17 dicembre 2011, quando al largo della Gorgona ha eseguito, al comando dell’Eurocargo Venezia, la manovra di rollata che ha innescato la perdita di due semirimorchi con 198 fusti tossici per evitare la collisione con la nave Greg Said, che arrivava da Genova.

«Dal punto in cui ero - racconta - non li ho visti cadere in mare. Posso solo dire che prima di perdere i bidoni ho fatto una manovra normale per evitare un’altra nave. Si tratta di un’operazione che in acqua capita spesso di fare. E io l’ho eseguita nel modo in cui la impongono le legge della navigazione».

Quella di ieri per il comandante della Grimaldi era la prima volta al Tribunale di Livorno dall’inizio dell’inchiesta: occhiali con montatura celeste, capello baseball della Marina e giubbino trapuntato in abbinamento sopra una completo scuro.

«Gli ho chiesto di venire il giorno della lettura della sentenza - spiega il suo legale, l’avvocato Cesare Fumagalli - perché il giudice conoscesse l’uomo. Questo signore, è bene che tutti lo sappiano, non è Schettino, ma un comandante capace di portare navi di 250 metri dalla Corea al Mediterraneo anche in mezzo ai tifoni».

Conclusa la premessa, Fumagalli, insieme al collega Giuseppe De Santo, fa il punto sulla decisione del giudice. «È una sentenza giusta e attesa che rende giustizia al comandante dopo quattro anni. È altrettanto condivisibili che il giudice voglia accettare la condotta di navigazione per la contravvenzione al capo A. Ma si tratta del reato meno grave che viene punito con una multa da 10.000 a 30.000 euro».

Poi un passo indietro. «L’indagine ha preso da subito strada sbagliata. Pensiamo che in Italia il disastro ambientale è stato contestato solo 10 volte e si parla di situazioni ben diverse da questa. Decisiva è stata la consulenza tecnica di Ispra e Arpat che hanno escluso questa ipotesi. Ecco perché ci aspettavamo da parte del pm una richiesta di assoluzione, invece c’è stata una certa disinvoltura nella formulazione dei reati». (f.l.)

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