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Tragedia in porto all'Alto fondale, identificati e ascoltati dalla polmare i conducenti dei fork lift
Livorno. Le indagini sulla morte sul lavoro di Priscillano Inoc, l'ufficiale di coperta filippino: ha perso la vita durante le operazioni di sbarco di cellulosa dalla sua nave. Accertamenti della Medicina sul lavoro dell'Asl
LIVORNO. Sulla tragedia avvenuta all’Alto fondale, la Procura di Livorno ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e oggi procederà a formalizzare l’iscrizione sul registro degli indagati del conducente del fork lift che ha urtato Priscillano Indino Inoc, causandone la morte.
In seguito all’incidente, erano stati identificati i due mulettisti in azione nella zona dell’incidente mortale. Gli agenti li hanno ascoltati per poter ricostruire nei dettagli la dinamica dell’incidente. Impresa non facile: era buio e non era facile capire chi dei manovratori potesse aver inavvertitamente urtato e travolto la vittima.
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Poi la polizia marittima ha sentito la testimonianza anche di altri lavoratori Cilp presenti al momento dei fatti. E così si è giunti all’identificazione del mulettista coinvolto nell’incidente: la ricostruzione dovrà comunque trovare altre conferme dalla visione delle registrazioni delle telecamere.
L’inchiesta è coordinata dal pm Daniele Rosa e dal procuratore capo Francesco de Leo. Ai tecnici dell’Asl è invece spettato il compito di verificare il rispetto delle normativa in materia di sicurezza sul lavoro.
Inoc era il primo ufficiale di coperta, il numero 2 della Toki Arrows, la general cargo battente bandiera panamense, che proveniva dalla Spagna – nello specifico, dalla città di Tarragona, dove aveva fatto uno scalo intermedio – dopo aver attraversato l’Atlantico dal Brasile. Subito dopo sono iniziate le operazioni di sbarco del carico di cellulosa, a cui stava sovrintendendo proprio il sessantaduenne.
L’ufficiale, esperto e di lungo corso, dirigente presso un’impresa marittima filippina, stava controllando l’ormeggio per far sì che le operazioni di scarico si svolgessero al meglio, quando è stato schiacciato dal fork lift. Come appurato dagli investigatori della polmare, che stanno seguendo le indagini insieme agli esperti del dipartimento di prevenzione dell’Asl 6, al momento in banchina erano al lavoro circa sette/otto persone di una squadra Cilp (Compagnia Impresa lavoratori portuali) che si occupa della movimentazione del carico, tra cui due tecnici dei fork lift. I più vicini erano cinque- sei lavoratori.
Dolore tra il personale della Toki Arrows per la tragedia: Inoc era molto conosciuto e apprezzato a bordo. Le autorità e la compagnia di navigazione si sono occupate di avvisare la sua famiglia nelle Filippine, dove l'uomo era nato e risiedeva. La polmare, invece, ha invitato un fax al consolato filippino competente per territorio.
Il cordoglio del sindaco Nogarin: "Morte inaccettabile, basta incidenti". “In relazione al gravissimo incidente sul lavoro avvenuto all'Alto Fondale - è intervenuto il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin - formulo a nome mio, di tutta l’amministrazione comunale e dell’intera comunità di Livorno che rappresento, il più sentito cordoglio e la massima vicinanza alla famiglia colpita dal terribile lutto, contattando per questo motivo l'ambasciata filippina. Auspico che le indagini possano chiarire in breve tempo le circostanze del gravissimo episodio individuando le responsabilità e le eventuali carenze e inottemperanze nell'ambito della sicurezza in porto".
"Quello della sicurezza dei lavoratori portuali e del pericolo a cui sono sovente esposti - aggiunge Nogarin - è stata una delle prime criticità evidenziate durante le mie prime visite in porto. La tragedia di stanotte è solo l'ultima, in ordine di tempo, di una serie di incidenti che si sono consumati sulle nostre banchine. Non è più accettabile che tragedie come queste possano continuare a verificarsi. In questo difficile e triste momento, l'amministrazione comunale rinnova l'impegno a fare tutto quanto è in suo potere per assicurare il miglioramento della sicurezza e delle condizioni di lavoro di chi opera in ambito portuale”.
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