Gioco
"Nessun disastro ambientale", tutti assolti per i fusti tossici in mare
Livorno, il giudice Antonio Del Forno ha escluso anche il pericolo di naufragio. Resta in piedi solo la presunta colpa del comandante per la perdita dei bidoni in mare. Naufraga anche il maxi risarcimento danni
LE TAPPE DELLA NOTIZIA
- 17 dicembre 2011 - L’Eurocargo Venezia esegue una manovra repentina al largo della Gorgona per evitare una collisione. Dalla nave precipitano a 400 metri di profondità due semirimorchi con sopra 198 bidoni tossici
- 4 giugno 2012 - Iniziano le operazione di recupero dei fusti con un investimento della Grimaldi di 6 milioni di euro. Ma dei 198 dispersi 71 sono rimasti sul fondale
- 1 dicembre 2013 - Il pm Luca Masini chiede il rinvio a giudizio per tre persone, tra cui il comandante dell’Eurocargo Venezia
- 14 marzo 2014 - Il giudice per l’udienza preliminare si astiene dal processo dopo la richiesta di costituzione di parte civile di un giornalista gorgonese al quale aveva sequestrato il sito
- 4 dicembre 2014 - I tre imputati chiedono e ottengono di essere giudicati con rito abbreviato.
- 10 marzo 2015 - Il pm chiede la condanna dei tre imputati a una pena complessiva di 7 anni e 8 mesi.
- 17 marzo 2015 - Il giudice Antonio Del Forno assolve i tre imputati perché il fatto non sussiste per i reati di disastro ambientale e naufragio colposo. E stralcia la posizione del comandante per la presunta imperizia durante la navigazione che ha innescato la perdita dei bidoni.
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LIVORNO. La notte del 17 dicembre 2011 al largo dell’isola di Gorgona non ci fu alcun pericolo di naufragio a bordo dell’Eurocargo Venezia, tantomeno il paventato disastro ambientale per la perdita in mare di 198 fusti (71 dei quali mai recuperati) contenti catalizzatori; al massimo – se un reato c’è stato - è riferito allo sversamento colposo di idrocarburi dovuto all’imperizia del comandante che non valutò con attenzione le pessime condizioni meteo marine continuando nella sua rotta in direzione del porto di Genova senza cercare riparo dal vento di libeccio forza 9. Ma su questo ultimo punto toccherà a un perito fare chiarezza.
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È questo il significato della sentenza, clamorosa per le parti civili, scontata per i difensori, con la quale il giudice Antonio del Forno ha assolto perché il fatto non sussiste i tre imputati nel cosiddetto processo dei bidoni tossici: il comandante della nave Pietro Colotto, 65 anni, Salvatore Morello 49, quale responsabile del magazzino della società Isab, produttrice del rifiuto, e Mario Saccà, 57, legale rappresentante e amministratore unico dell'omonima società di autotrasporti. E soprattutto ha scongiurato un eventuale maxi risarcimento danni – valutato in 22 milioni di euro da parte dei difensori – in caso di condanna degli imputati.
La lettura del dispositivo, andata in scena in camera di consiglio poco dopo le 15 nell’aula gip del tribunale di Livorno, è arrivata dopo tre anni di indagini, la sostituzione del giudice per l’udienza preliminare a causa di una “incompatibilità” e cinque udienze preliminari al termine delle quali i tre imputati avevano chiesto e ottenuto di essere giudicati con rito abbreviato. Per loro il pubblico ministero Luca Masini aveva chiesto una condanna complessiva a 7 anni e 8 mesi di reclusione.
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