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Marinaio morì sulla Vespucci: chiesto il rinvio a giudizio per i vertici della Marina
Un marinaio ventinovenne morì precipitando dall'albero di maestra a bordo della Vespucci: ora il pm di Civitavecchia chiede che i vertici della Marina di allora siano rinviati a giudizio
ROMA. La procura della Repubblica di Civitavecchia ha chiesto il rinvio a giudizio per gli alti ufficiali ai vertici della Marina militare riguardo alla morte di Alessandro Nasta, brindisino, morto a 29 anni a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci. Nasta, che era sottocapo nocchiere di terza classe della Marina, precipitò dall'albero di maestra il 24 maggio 2012 facendo un volo di circa 15 metri mentre la nave era al largo dell'Argentario: trasferito in elicoterro all'ospedale di Civitavecchia, il ventinovenne morirà poco più tardi.
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A darne notizia è il sito specializzato Grnet.it segnalando che la richiesta di rinvio a giudizio riguarda: l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, capo di Stato Maggiore della Marina (quando avvenne l'incidente era comandante in capo della Squadra Navale); l'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, già capo di Stato Maggiore della Difesa (quando avvenne l'incidente era il capo di Stato Maggiore della Marina); dell'ammiraglio Bruno Branciforte, già capo di Stato Maggiore della Marina; capitano di fregata Domenico La Faia, in qualità di comandante della nave; capitano di Fregata Marco Grassi, in qualità di comandante in seconda della Vespucci.
Secondo i capi di imputazione gli ufficiali sono accusati di essere "soggetti giuridici con capacità dispositiva, organizzativa e di controllo, per colpa consistita in imprudenza, negligenza e imperizia, ed in particolare per il mancato rispetto della normativa di settore sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro".
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