Italia
La scuola incontra i notai come lavorano e perché
Iniziativa al Niccolini Palli: tre professionisti spiegano ai giovani la professione ma anche come si fa per poter entrare a far parte di questa categoria
LIVORNO. Si e' svolto nei giorni scorsi nell'aula magna dell'Istituto superiore Niccolini-Palli, il primo degli incontri programmati dal Consiglio Notarile di Livorno nelle scuole superiori della città, utili per poter agevolare gli studenti nella delicata fase di orientamento scolastico nella prosecuzione degli studi.
Tre notai di Livorno, Stefano Puccini, Marina Pesarin e Gianluca Giovannini, hanno presentato ai ragazzi delle classi IV° e V° degli spunti di riflessione sulla loro attività professionale, con esempi ed esperienze di vita e di lavoro sul campo.
Stefano Puccini ha illustrato il percorso per diventare notaio: e cioè come, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, aver effettuato un periodo di pratica (18 mesi), si sia superato un concorso nazionale che si svolge annualmente, nel quale la percentuale di vincitori oscilla in media dal 6% al 10% dei partecipanti. Puccini ha anche sfatato alcuni miti e luoghi comuni: l'83% dei notai non è figlio di notaio; i notai sono in numero programmato, stabilito dal ministero della giustizia; ogni anno entrano in esercizio circa 300 nuovi notai.
Marina Pesarin ha invece evidenziato la funzione svolta dal notaio negli atti che hanno una particolare rilevanza nell'interesse di tutta la collettività, per i quali è necessario: garantire la tutela preventiva della legalità, accertare l'identità delle parti ed indagarne la volontà. L'intervento obbligatorio del notaio si concentra su atti che devono essere inseriti in pubblici registri (immobiliari, societari, dei mobili registrati); una schedatura efficiente ed affidabile dei beni di maggior valore è oggi un punto di forza del nostro paese, sia per i cittadini che per gli investitori nazionali ed esteri. Non a caso, alcuni stati, come la Cina, che recentemente hanno introdotto un sistema di circolazione della proprietà privata, hanno anche adottato la figura del notaio.
Gianluca Giovannini si è infine occupato di dimostrare l'efficienza del sistema, attraverso una analisi comparata con quanto avviene nei paesi dove questi controlli non sono previsti. Particolarmente interessante per i ragazzi è stata l'analisi delle frodi ipotecarie che hanno contribuito alla crisi finanziaria che ha preso il via negli stati uniti nel 2008 e il racconto di come, sempre nel 2008, un giornalista del N.Y. Daily News abbia potuto ottenere, sulla base di falsi documenti, l'intestazione a proprio nome di uno degli immobili simbolo degli Stati Uniti: addirittura l'Empire State Building.
I prossimi incontri dei notai sono previsti per venerdì 13 marzo all'Itc Vespucci e mercoledì 18 marzo nel pomeriggio presso il liceo scientifico Enriques
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