Il Tirreno

Livorno

Comune, le modifiche tornano in frigo

di Mauro Donateo
Comune, le modifiche tornano in frigo

Selezione sospesa, confermate le “posizioni organizzative”. Tregua dopo lo scontro fra sindacati e con la giunta

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LIVORNO. Al momento è stato sospeso il tentativo di modificare la procedura per la selezione delle “posizioni organizzative” in Comune. Troppa tensione tra i sindacati, che sul tema hanno visioni molto diverse. Ma anche con la giunta, che con una determina aveva tentato di mettere in campo nuovi criteri di scelta, privilegiando il curriculum e il colloquio con i candidati per dare maggiore trasparenza alla selezione. «Io stessa – dice l’assessore al personale Francesca Martini – sono stata scelta con questo percorso. L’obiettivo? Migliorare la funzionalità del Comune».

A mettere in discussione l’atto della giunta sono anche le opposizioni: invitando i sindacati in commissione, hanno riportato la discussione all’interno del consiglio comunale.

Già in mattinata, l’assessore, insieme al direttore generale Sandra Maltinti e alla dirigente del personale Susanna Cenerini, si era incontrata a Palazzo Civico con i rappresentanti delle “posizioni organizzative”. I lavoratori avevano messo in rilievo il particolare “identikit” di queste figure alle quali viene affidata la direzione di uffici, lo svolgimento di mansioni per le quali è necessario essere iscritti a albi professionali , le attività di staff, studio e anche controllo e vigilanza. Hanno un lavoro di responsabilità e senza orari massimi prefissati ma non hanno stipendi da dirigenti.

QUIETE MOMENTANEA

La tregua dovrebbe portare la conferma delle attuali “posizioni organizzative” «fino al 31 dicembre 2016, sempre che – afferma Martini – non si riescano a stabilire nuovi criteri di selezione».

E che le intenzioni siano quelle di voler andare fino in fondo alla questione, si capisce anche dal tavolo di raffreddamento convocato per giovedì 19 marzo in Prefettura. «Dobbiamo rivedere la microstruttura dell’amministrazione comunale – aggiunge l’assessore – abbiamo già perso troppo tempo per colpa degli scontri tra categorie, ma la ristrutturazione organizzativa deve basarsi su altro: è l’efficienza del nostro lavoro che può portare lavoro alla città».

Poi, riferendosi agli studi effettuati dalla giunta, Martini accenna a una possibile piccola riduzione del numero di queste figure («da 89 vorremmo portarle a 84»). Il tutto sottolineando «l’importanza del lavoro svolto dai funzionari, che meritano di essere valorizzati da un punto di vista professionale, ma – aggiunge l'assessore – occorre garantire anche ai più giovani di poter accedere all’assegnazione di questi incarichi».

LE CRITICHE

Da parte delle opposizioni l'accusa principale è quella di non essere state considerate: «C’è una situazione di malessere – tuona Marco Cannito (Città Diversa) – che ci ha spinto a convocare questa commissione». Poi rimcara la dose: «Con la sospensione rimangono i criteri generali del riordino degli uffici stabilito dalla vecchia giunta. Spiegateci cosa volete fare».

Stesso pensiero anche per Andrea Raspanti (Buongiorno Livorno) che invita a «non applicare la mentalità aziendale nell’amministrazione pubblica». A difesa della maggioranza interviene Serena Simoncini (M5S): «Le determine della giunta sono state fatte in base alle linee programmatiche del governo». Ma Elisa Amato (Forza Italia) ricorda «che in quegli atti sul riordino non si parlava di diminuzione del personale, qui invece mi sembra di capire di sì».

LA TESTIMONIANZA

Vittorio Pasqui fa da portavoce alle “posizioni organizzative” di Palazzo Civico: «In questi mesi – afferma – siamo stati offesi e accusati di essere stati nominati senza trasparenza. Ma siamo noi a portare avanti la macchina amministrativa». Spiega che «per fare il nostro lavoro non bastano titoli di studio ed esperienza in un settore: occorre avere una conoscenza trasversale. Inoltre possiamo essere rimossi in qualsiasi momento. Se qualcuno non va bene, si facciano i nomi».

LA VOCE DEI SINDACATI

Durante la seduta i rappresentanti della Uil, dopo aver invitato a rispettare il contratto nazionale delle “posizioni organizzative” e a fare un riordino numerico tramite i pensionamenti, hanno abbandonato il tavolo per «far ritornare la discussione su un piano sindacale», mentre per la Cgil «la sospensione è un atto irriguardoso verso i lavoratori delle “posizioni organizzative”, noi chiediamo solo maggiore trasparenza, le norme ci sono già». Una maggior valorizzazione professionale è stata domandata dalla Cisl, che ha chiesto quindi «continuità organizzativa rispetto alla precedente amministrazione».

Ma all’interno del mondo sindacale non tutti la pensano così. Ad esempio, è di tutt’altro avviso il sindacato Diccap: «Abbiamo 89 “posizioni organizzative” rispetto a una media nazionale di 39, è indispensabile riorganizzare l’ente per il bene di tutti. Senza contare che sono necessari più meritocrazia e trasparenza».

Dure le parole anche della fronte sindacale della Csa: «Non troviamo discontinuità con la precedente amministrazione come afferma la giunta. Inoltre, chiediamo che a valutare la graduatoria delle domande sia una commissione. Finora – attaccano – le “posizioni organizzative” sono state date in base a una nomina personale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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