Sicurezza
Call center, finalmente un mini-spiraglio
Seat disposta a trattare la proroga (col vincolo che il lavoro resti a Guasticce) ma la soluzione rimane ancora in salita
LIVORNO. Uno spiraglio c’è: piccolo piccolo ma c’è. È emerso ieri mattina, nella drammatica vertenza del call center di Guasticce che vede 450 lavoratori – in gran parte ultra-quarantenni – sull’orlo del precipizio d’un brusco licenziamento senza neanche il minimo paracadute della cassa integrazione.
Dal quartier generale di Seat Pagine Gialle è partita una mail indirizzata sia a Andrea Fileccia, amministratore delegato di People Care, sia a Daniele Palazzo, numero uno della capogruppo Contacta (che controlla la società del call center di Guasticce). Per dire una cosa: la conferma della «propria disponibilità a valutare la prosecuzione, almeno temporanea, di una parte rilevante della commessa relativa ai tre contratti in scadenza».
In ballo è la possibilità di una proroga del contratto con cui Seat Pg affida a People Care alcuni dei propri servizi di call center: attualmente è in scadenza a fine maggio, finora si è parlato di una ipotesi di slittamento della scadenza a novembre per dar modo al call center di Guasticce di trovare lavoro e mercato.
Dunque, come rileva il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci è andato a segno il pressing di istituzioni e sindacati («è una corsa contro il tempo ma registriamo un importante elementi di novità derivante dallo sforzo congiunto messo in campo dalle istituzioni, partire dal livello locale fino a arrivare al governo»).
Il riferimeno è al fatto che il viceministro Claudio De Vincenti ha preteso che Seat e People Care si mettessero a negoziare davvero, mentre nel precedente round si erano soltanto scambiate gelide mail.
C’è bisogno però di «ulteriori passi avanti» – dice Bacci – anche perché «i margini di tempo sono molto ristretti».
Seat precisa però due condizioni: 1) l’offerta di People Care dev’essere in linea con i costi di mercato; 2) va garantito che «le attività vengano svolte nella struttura di Guasticce». Non solo: a «ulteriore tutela del territorio e dei lavoratori», Seat si dice «aperta a valutare altre forme di collaborazione purché competitive e in linea con il mercato».
A quanto risulta, dovrebbe trattarsi di una fetta vicina al 75% dei volumi contrattuali attuali.
Però, secondo le informazioni raccolte, le parti restano ancora molto distanti: da fonti in attesa di riscontro ufficiale, sembra che il comittente ritenga congrua una offerta attorno ai due milioni di euro mentre dalla società di Guasticce arrivano valutazioni non molto distanti dal doppio di tale cifra.
La trattativa è in salita, ma Seat intanto si è rimessa al tavolo chiedendo una clausola specifica che vincoli la commessa al fatto che venga effettivamente svolta a Guasticce.
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