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Livorno

Confindustria: finalmente un passo avanti

Confindustria: finalmente un passo avanti

Accordo di programma, per Ricci l’alleanza fra manifatturiero e logistico è il motore della ripresa

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LIVORNO. «Finalmente una buona notizia!». Così Alberto Ricci, presidente di Confindustria Livorno (ma anche numero due regionale dell’organizzazione degli industriali con delega ai fattori competitivi territoriali) giudica l’esito dell’incontro al ministero dello sviluppo economico per la sottoscrizione dell'Accordo di programma. «Rappresenta un passo avanti determinante per il consolidamento ed il rilancio delle attività portuali e di tutto l'impianto industriale dell'area Livorno-Collesalvetti-Rosignano». E aggiunge che è stato «lo spirito di squadra» l’arma positiva.

Ricci mette in campo già il prossimo traguardo: «Dovrà essere rappresentato – afferma – dall'inserimento dell'area Livorno-Collesalvetti-Rosignano tra le “aree di crisi industriale complessa”». Non solo: il presidente confindustriale giudica «fondamentale» anche il riconoscimento tra le cosiddette "aree in deroga". Scopo? «Assicurare gli incentivi agli investimenti produttivi delle grandi imprese».

Per Ricci la sottoscrizione dell'Accordo di programma sarà «una concreta risposta in un momento particolarmente critico della nostra economia: il manifatturiero provinciale perde terreno sul piano della produzione, del fatturato, degli ordinativi; critico il quadro occupazionale, con un numero di ore di cassa integrazione più che raddoppiate».

Eppure, secondo la Confindustria, il manifatturiero «resta il motore per la ripresa»: i comparti della componentistica auto e della logistica integrata «potrebbero fungere da traino per l'intero sistema».

Con gli Accordi di Programma per Piombino e per Livorno – avverte Ricci – il territorio provinciale potrà «finalmente disporre di due motori propulsori per dare corso ai progetti di investimento industriale, che consentiranno di ricollocare la provincia, con i suoi porti di Livorno e Piombino, tra le aree strategiche del Paese», oltre che soddisfare «le aspettative della fitta rete di aziende multinazionali operanti nella provincia di Livorno che, con i loro 8.350 posti di lavoro totali, rappresentano la base di rilancio per tutta l'economia».

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