Gioco
Rossi: il 24 l’ultimo sì al Prg e in aprile avremo il bando
«L’insolita maggioranza nel voto a Palazzo Civico? L’importante è il risultato: la variante è stata approvata, tutto il resto sono chiacchiere inutili»
LIVORNO. Il governatore Enrico Rossi incassa il “verde” del consiglio comunale alla variante anticipatrice in vista del Prg portuale (e della Darsena Europa) e annuncia che adesso la partita si gioca a Firenze in consiglio regionale il 24 marzo: è la data in cui, a meno di incredibili colpi di scena, si dovrebbe arrivare al varo definitivo del nuovo disegno urbanistico delle banchine livornesi. A 62 anni dal precedente Prg portuale del '53: quando cioè Livorno era ancora alle prese con le macerie della guerra, i container erano ancora un Ufo e il porto movimentava meno di un decimo delle tonnellate di merce rispetto a quel che avviene ora.
Passaggio obbligato per aprire finalmente la porta su una nuova prospettiva di sviluppo del porto, ma nient'altro che il primo passo. Il presidente della Regione ne ha in mente altri due. L'uno: «Entro fine mese auspichiamo un accordo con il governo sulle risorse». In pratica, una intesa tipo quella raggiunta per salvare Piombino in cui per ciascuna delle istituzioni coinvolte – quelle locali, la Regione e il governo – si indica chi fa cosa. L'altro tassello riguarda l'iter della Darsena Europa: «Ad aprile potremo avviare i bandi per la realizzarla».
Sono parole che Rossi ha detto ieri a Firenze nel conclave in cui il governatore ha incontrato, in rappresentanza del mondo delle imprese, la Camera di commercio, la Confindustria e la Lega Coop e, in rappresentanza dei lavoratori, i sindacati Cgil Cisl Uil. Al tavolo anche l'assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini e le istituzioni livornesi che hanno partecipato all’incontro di Roma: l'Authority, la Provincia e il Comune di Collesalvetti. Scopo: informarli su quel che è maturato nel faccia a faccia con il viceministro allo sviluppo economico Claudio De Vincenti.
Bando in aprile: è l’orizzonte temporale che il governatore aveva annunciato anche al Tirreno nei giorni scorsi.
Il cronoprogramma che fa capolino nelle carte dell'Authority allegate al dossier prevede che 8-10 mesi se ne vadano per la fase di gara del project financing, attorno ai 12 mesi per la fase di progettazione. Tradotto: progettazioni e approvazioni prenderanno «da un anno e mezzo a due anni», la costruzione altri quattro anni o qualcosa di più.
REGIONE: 200 MILIONI
Rossi ricorda che «come Regione metteremo 200 milioni» nell’operazione Darsena Toscana. «Altri 200 milioni deve metterli l'Autorità portuale», aggiunge. Può farcela Palazzo Rosciano a reggere un simile mutuo? Per avere un metro di paragone, basti dire che l’istituzione portuale livornese ha una capacità di spesa che per uno strumento ordinario come il piano operativo triennale è di 121 milioni di euro. Il presidente Gallanti conferma di aver avuto già contatti con gli istituti di credito per un primo sondaggio di fattibilità: era stata inizialmente prevista una cifra sui 170 milioni di euro, ora così come è accaduto per la Regione è salita a 200 («ma possiamo farcela lo stesso»). A quanto è dato sapere, è al lavoro sul dossier la Oceamn Shipping Consultants, compagnia indipendente britannica (proprietà degli olandesi di Royal Haskoning Dhv) che si occupa di studi strategici sullo sviluppo di porti e infrastrutture.
Il governatore auspica che «entro due settimane il governo nazionale ci dica di quanto vuol concorrere per questa opera importantissima». Ammette di aver chiesto «al governo di mettere 170 milioni» ma è «più probabile che metta una prima tranche da 50-70 milioni». Poi dice: «Cercheremo di agganciarci a altri stock di finanziamenti per i porti».
L’INSOLITA MAGGIORANZA
Non lo scompone neanche un po' il fatto che il provvedimento sia passato in consiglio comunale a Livorno con una singolare maggioranza: il sì delle opposizioni più il sindaco; neppure un voto dei Cinque Stelle (15 astenuti e due contrari). «Il Comune di Livorno è stato diffidato e alla fine – afferma il governatore – il sindaco Nogarin ha firmato. Poi in Consiglio hanno approvato l'atto, astenendosi. Bene così. l'importante è il risultato».
«Facciano un po' loro, – ribadisce – l'importante è che abbiano approvato la variante. Tutto il resto sono chiacchiere inutili. Come dice il poeta: segui il tuo corso e lascia dir le genti». È un po’ il bis di quel «Tutto è bene quel che finisce bene» con cui aveva commentato a caldo la firma di Nogarin in calce all’accordo di pianificazione. Solo che stavolta non è Shakespeare (in salsa Bonvi-Nick Carte) bensì Dante Alighieri: occhio però, la citazione non lo trovate nel quinto canto del Purgatorio, ma nel modo in cui la riprende Marx in apertura del “Capitale”.
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