Gioco
Pd, la rabbia del fronte filo-Filippi corre su Fb: strappiamo le tessere
In casa Pd torna a soffiare aria di bufera dopo l'esito dell'assemblea che, in virtù dell'alleanza con l'area Bolognesi, ha eletto segretario Federico Bellandi. Dallo schieramento di Sonia Filippi si alzano voci di dimissioni di massa
LIVORNO. «E ora dimissioni di massa». È finita da pochi minuti l’assemblea del Pd quando nelle pagine virtuali dei delegati sconfitti, quelli che avevano sostenuto Sonia Filippi, iniziano a correre le polemiche. A invocare le «dimissioni di massa» sulla sua bacheca Facebook è addirittura Simonetta Pampaloni, segretaria del circolo Pd di Shangai. Quello che, per inciso, insieme al Pd di Salviano, ha portato a votare alle primarie il maggior numero di persone assicurando alla Filippi un forziere di voti.
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«Bellandi segretario, ribaltato il volere popolare – punta il dito Pampaloni – con un accordo tra renziani e regionale, ancora una volta Livorno è stata messa in un angolo». Per capire meglio a cosa si riferisca basta spostarsi sulla pagina delle “Ribelli di Livorno”. «Bacci e Bellandi "commissariati" da Marida – rilancia Pampaloni – quello che abbiamo visto è nulla in confronto a quello che vedremo,ahahahah...». Il riferimento è al ruolo svolto dall’ex parlamentare Marida Bolognesi, che nei post successivi verrà definita a più riprese “la zarina”.
Ecco cosa scrive Barbara La Comba, altro volto dell’area di sinistra del Pd: «Se un'intera corrente vota in blocco il candidato di minoranza e sovverte il voto popolare mentre la zarina passando davanti a Sonia Filippi le dice “sai...il regionale mi ha promesso la testa di Bacci”...e questo mentre i suoi votano il candidato di Bacci, esiste una sola opzione: strappare la tessera». Rincara l’ex consigliera comunale Annamaria Neri: «Con Sonia verrà via il 50%». E ancora: «Bacci ha fatto gli accordi con la zarina per le regionali».
Con la solita punta di ironia risponde a distanza Alessio Quintavalle, responsabile comunicazione della segreteria di Bacci: «Tecnicamente non si può strappare la tessera 2014. Occorre prendere quella del 2015 e successivamente strapparla».
Ma lo scontro interno raggiunge toni ben più alti: «La zarina – scrive ancora Neri – venga a fare il nome di chi vuole mandare in Regione, noi faremo campagna elettorale contro». Più esplicita, in un altro post: «Anche io farò campagna elettorale porta a porta contro il Pd». Insomma, Pd contro Pd.
È in questo clima che Pasquale Lamberti (che ha sostenuto Alberto Lenzi) arriva a postare una lapide con il simbolo del Pd e la scritta “Rip”. «La città – scrive – vota un segretario. La casta ne fa vincere un altro. La città da una parte. Il partito dall'altra. Lo capiranno con il voto alle regionali». Ma La Comba replica: «È peggio chi per calcolo ha scelto l'ignavia dell'astensione sperando di raccattare le briciole». Insomma, si ha la sensazione che l'elezione del segretario comunale sia stata una resa dei conti interna al partito, che continua a litigare e a discutere all'interno dei circoli disinteressandosi o quasi di quel che avviene in città. Proprio come si prevedeva.
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