Il Tirreno

Livorno

La variante passa in consiglio con il sì di sindaco e opposizioni

di Juna Goti
La variante passa in consiglio con il sì di sindaco e opposizioni

Il grosso dei Cinque Stelle si astiene (con Cannito e Cepparello) ma Grillotti e Pecoretti votano contro Nogarin: condivido le critiche del M5S al piano ma bisogna approvarlo e c’è l’impegno a rivederlo

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LIVORNO. «Condivido le critiche che il gruppo del Movimento 5 Stelle ha mosso a tutto l'impianto del Piano regolatore portuale» e «gli faccio un plauso perché ha evidenziato problemi non ancora risolti, prendendosi anche critiche ingiuste». Tuttavia «per continuità istituzionale, ritengo che l'adozione del Piano regolatore portuale sia assolutamente necessaria». Con queste parole ieri pomeriggio il sindaco Filippo Nogarin ha aperto il consiglio comunale che ha segnato un passaggio storico: il Comune ha dato il via libera definitivo alla variante anticipatrice al piano strutturale che tra pochi giorni permetterà il varo, da parte del consiglio regionale, del nuovo Piano regolatore portuale.

Dopo settimane di approfondimenti, polemiche, anche litigi tra lo stesso Comune e la Regione, l’iter della variante (approvata per la prima volta nel 2013) è così arrivato a conclusione. Ma nei fatti a rendere possibile il via libera definitivo è stato il sì delle opposizioni (Pd, Buongiorno, Forza Italia) e del sindaco. Il gruppo M5S ha votato in modo diverso dal primo cittadino: il grosso del gruppo si è astenuto, così come Marco Cannito (Città Diversa) e, per motivi istituzionali, la presidente dell'assemblea, Giovanna Cepparello (Buongiorno). Alla fine gli astenuti sono stati 17, 6 in più dei favorevoli (11). E tra i consiglieri pentastellati si sono registrati anche due voti contrari: quello di Sandra Pecoretti e quello di Giuseppe Grillotti, che tra l’altro a breve prenderà il testimone di capogruppo.

Da segnalare che nella tattica politica, i voti sulla ratifica dell'accordo di pianificazione e sulle controdeduzioni sono stati diversi: la gran parte del consiglio si è espressa a favore (con 27 voti complessivi), inclusa la maggior parte dei grillini e Cannito (rimasti i no di Grillotti e Pecoretti).

Questi i numeri finali di un consiglio che è stato a tratti tesissimo. Si è aperto con la sospensione e la discesa in piazza Civica di giunta e consiglieri quando è esploso il dramma dei 450 lavoratori del call center. E ha rischiato almeno un altro paio di sospensioni nel botta e risposta tra alcuni consiglieri M5S e i sindacalisti arrivati in massa ad assistere alla discussione insieme a molti lavoratori del porto e di aziende ormai chiuse come la Trw. Difficile sarebbe stato, di fronte a chi chiede lavoro e investimenti in un territorio in crisi nera, dire no in toto al piano per il porto, legato anche a doppio filo all’accordo di programma con Regione e ministero per il rilancio di Livorno.

Nel corso dei vari interventi i 5 Stelle sono tornati a puntare il dito contro la diffida inviata dalla Regione al Comune (la giunta ha attivato il ricorso al Tar) e contro il governatore Enrico Rossi, accusato anche con parole dure di fare campagna elettorale con la promessa di quella che è stata definita una pioggia di soldi.

Ma, soprattutto, hanno continuato a criticare molti punti chiave del Prp, primi fra tutti il no alle riparazioni delle grandi navi nei bacini e le dimensioni della futura Darsena Europa. Com’è che, allora, non hanno bocciato l’atto (pur astenendosi dall’approvarlo)?

La «scappatoia, l’unica possibile» – l’ha definita così proprio Nogarin – è stato il protocollo integrativo all’accordo di pianificazione che è stato sottoscritto il giorno prima da Comune, Regione, Provincia e Authority: dice, in sostanza, che gli enti si impegnano a «rivedere entro un anno dalla stipula dell’atto il perimetro del Prp ove necessario, in linea con le previsioni urbanistiche che emergeranno dalla revisione generale del Piano strutturale». Ma comunque «previo accordo tra le parti». Gli ambiti citati – quelli rispetto ai quali viene quindi chiesta garanzia di possibili ritocchi – sono “porto-città”, stazione marittima, Porto mediceo, Porta a Mare e Bellana. Da qui la tregua con Firenze annunciata già in apertura del consiglio da Nogarin, che ha parlato di una «stretta di mano sincera tra me e Rossi» che «chiude la fase di tensione con la Regione». «C’è un impegno concreto – ha poi aggiunto – chi non lo rispetterà se ne assumerà la responsabilità politica».

Certo non era mai accaduto prima che un atto così importante come quello di ieri passasse con il voto delle opposizioni e del sindaco, senza neanche un sì della maggioranza. Così al termine della seduta tutti i consiglieri M5S e Nogarin si sono riuniti nella sala della giunta per dire ai giornalisti che «non c’è alcuna frattura». «Quanto accaduto – dice il sindaco – dimostra la grande responsabilità che, nonostante tutto, questo gruppo si è preso: avevamo i numeri per bocciare la variante ma non lo abbiamo fatto». L’accordo integrativo «è stato decisivo» e «abbiamo fatto approvare al Pd il piano che era del Pd...». «Ora – rilancia la palla verso le altre istituzioni – per noi parte il cronometro: aspettiamo che arrivi la pioggia di milioni promessi».

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