La protesta
Ecco le accuse lanciate a caldo da Di Gennaro in una lettera
Nella tesissima assemblea del 2 marzo Marco Di Gennaro, allora ancora amministratore unico di Aamps, prende carta e penna per scrivere di getto una serie di rilievi: ecco come mi stanno esautorando
LIVORNO. Voci ben informate raccontano che, una volta intuito come stavano andando le cose, nel corso della tesissima assemblea del 2 marzo, Marco Di Gennaro abbia deciso di prendere carta e penna, sul momento, scrivendo alcune righe su due fogli bianchi. Dopodiché si è alzato, è andato a far protocollare quelle pagine ed è tornato chiedendo che il documento fosse messo a verbale. Così, quelle frasi scritte di getto, con una calligrafia a tratti difficile da interpretare nonostante lo stampatello maiuscolo, restano oggi come una sorta di "testamento" dell'amministratore unico di Aamps, che da lì a poche ore sarebbe stato sospeso.
Il documento si apre con la richiesta del manager massese di conoscere «le motivazioni e i presupposti che hanno consentito l'attribuzione del potere di firma dei contratti (di Luca Cosci e Andrea Marzovilla, ndr) all'avvocato Luisa Baldeschi», la responsabile dell'ufficio legale di Aamps. L'amministratore unico chiede inoltre perché sia stato indicato «il legale rappresentante, sig. Di Gennaro Marco, nel contratto di lavoro a progetto (sempre di Marzovilla, ndr) pur se il medesimo è stato sottoscritto da altro soggetto». Domanda poi quali siano i motivi che hanno determinato l'impossibilità di attendere il suo rientro e che hanno condotto nel frattempo alla sottoscrizione dei contratti di lavoro da altri soggetti. E ancora: «I soggetti assunti - scrive Di Gennaro - per via delle loro qualifiche, della tipologia stessa dei contratti, nonché della carenza assoluta di deleghe, non possono e non devono interferire con la gestione aziendale, né devono e possono stabilire linee strategiche, ovvero individuare obiettivi societari».
Gli ultimi punti sono riservati a Marzovilla (assunto per sei mesi con contratto a progetto da 22.400 euro, per traghettare l'azienda nel percorso di Reti Ambiente, "riassettare" il management e trovare il modo di pagare i fornitori). Di Gennaro si interroga «sulle motivazioni e i presupposti che hanno determinato la scelta della tipologia contrattuale per l'insediamento in azienda dell'architetto Marzovilla». «L'amministratore - è l'ultimo passaggio chiave - ritenendo nullo il contratto di Marzovil- la, dà mandato agli uffici aziendali a provvedere agli adempimenti conseguenti, diffidandolo dall'accesso agli uffici e alla documentazione collettiva, addebitando ogni eventuale addebito e/o responsabilità al socio».
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