Il Tirreno

Livorno

LA CRISI DEL CALL CENTER: 450 POSTI A RISCHIO

«People Care e Seat Pg tornino a trattare»

Il ministero richiama le due parti. A Roma una delegazione di lavoratori

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GUASTICCE. Benché Seat Pagine Gialle ce la metta tutta per respingere al mittente ogni coinvolgimento nei guai del call center di Guasticce («non sono state certo le nostre scelte ad aver portato alla crisi attuale ma la condotta del management People Care nella gestione del call center»), la richiesta di una proroga del contratto che la lega come committente a People Care torna sotto i riflettori. Prima di parlare dell’accordo su Livorno, il tavolo del ministero dello sviluppo economico ha ospitato il faccia a faccia fra il viceministro Claudio De Vincenti e le istituzioni locali.

A quanto è dato sapere, il numero due del ministero, incalzato dagli amministratori livornesi, ha messo in campo un intervento duro per esigere dalle parti che si rimettano a discutere e il legoziato non si limiti a una mail frettolosa. Certo, le cifre restano distanti ma c’è un pressing perché arrivino almeno questi sei mesi extra così da permettere al call center di trovare altro lavoro.

Intanto, fra sei-sette giorni i sindacati e le istituzioni si ritroveranno per verificare cosa è possibile fare dal punto di vista di un qualche “paracadu- te” per lavoratori che non hanno ammortizzatori sociali.

Intanto, oggi alle 11 va in scena forse l'ultimo atto della procedura della legge 223 in sede istituzionale. «I lavoratori – annuncia Beppe Luongo, diirigente dell’organizzazione Cgil di categoria – non vogliono rassegnarsi e hanno in mente di fare un presidio organizzato in piazza del Municipio: vedremo se oggi ci saranno altri colpi di scena».

Del resto, i dipendenti People Care – sono in 450 a rischio licenziamento – hanno voluto mandare un segnale anche ieri, dopo l’iniziativa di lotta di martedì per far conoscere la loro vertenza. Una delegazione è andata a Roma per far sentire la propria voce: paradossale – tiene a sottolineare Luongo – che al tavolo non potessero essere presenti proprio le organizzazioni sindacali e le Rsu che erano stati i soggetti che avevano sollecitato l'intervento.

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