Il Tirreno

Livorno

In mille per l’ultimo saluto a Elia

di Alessandro Bientinesi
In mille per l’ultimo saluto a Elia

Alla chiesa di Rosignano l’addio al portierone: lassù c’è un mondo migliore

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ROSIGNANO. Elia Leoncini è in quella bara bianca che passa in mezzo a due ali di folla fino alla chiesa di piazza San Nicola. Sono le 15. E la comunità rosignanese non dimenticherà questo giorno di dolore: l’ultimo saluto al ventenne portiere dagli occhi color ghiaccio e dal sorriso contagioso. A Rosignano Marittimo, fin dal primo pomeriggio, ci sono ottocento, forse mille persone lungo la strada che collega il cimitero alla chiesa Santi Giovanni Battista e Ilario.

Mai abbastanza per attenuare il dolore di papà Roberto, mamma Ilaria e del fratello Mattia. L’auto con la famiglia segue da vicino il feretro. Intorno a piazza San Nicola si è radunata una folla cupa e silenziosa, dove spiccano il bianco e il blu del Rosignano calcio e l’azzurro del Castiglioncello. Si mescolano il passato e il presente calcistico di Elia. Non più il futuro. Sono proprio due giocatori del Castiglioncello e due del Rosignano ad accompagnare lo sfortunato ragazzo dentro la chiesa. Non c’è spazio per tutti coloro che vogliono stringersi intorno ai suoi cari, dovranno aspettare sul sagrato. Ai piedi dell’altare ci sono già decine di mazzi di fiori. Uno è speciale: una piccola porta, anch’essa bianca, interamente ricoperta di fiori. Bianco è il colore di questa tragedia, come la maglia adagiata sul feretro con impresso il volto sorridente di Elia. Non ci sono guanti da portiere, ma una foto con il suo cane. L’altro grande amore, insieme al calcio, del giocatore scuola Rosignano. Bianchi sono anche i palloncini all’ingresso della chiesa, ognuno con un messaggio scritto con un pennarello blu dagli amici.

«Quando una persona se ne va in una maniera così ingiusta, tanti si rifiutano di credere in Dio, mentre altri si rifugiano nella fede. Io non so se Dio esiste o meno, però spero che lassù ci sua un mondo migliore. Ciao Elia». Si legge in un palloncino. Dopo la messa gli amici caricano sulle spalle quel feretro bianco. La folla abbraccia la famiglia per l’ultimo viaggio verso il cimitero di Marittimo. L’ultimo viaggio come un volo verso il cielo, come un portiere che protegge per l’ultima volta la sua porta.

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