Gioco
I porti sono i “ponti” del Mediterraneo
“Ponti sulle fratture del mondo”. È così che la Comunità di Sant'Egidio definisce i porti: proprio mentre Livorno vive giorni decisivi per il futuro (economico) del porto, ecco che oggi e domani l’org...
“Ponti sulle fratture del mondo”. È così che la Comunità di Sant'Egidio definisce i porti: proprio mentre Livorno vive giorni decisivi per il futuro (economico) del porto, ecco che oggi e domani l’organizzazione ecclesiale ha in cartellone per oggi e domani una rassegna di incontri internazionali nel segno della cultura, dei rapporti fra popoli e civiltà. Le città portuali mediterranee vengono viste («per la loro storia e collocazione, per i flussi di persone e di beni che le animano») come «i vasi di comunicazione tra Oriente e Occidente e tra Nord e Sud del mondo».
I relatori sono stati scelti come «uomini e donne che innanzitutto amano la propria città e che per motivi e a livelli diversi, hanno vissuto e operato per la convivenza e il pluralismo, caratteristica e proposta di sviluppo, originale della civiltà mediterranea».
Appuntamento alla Goldonetta con “Medì”, l'iniziativa giunta quest'anno alla seconda edizione: stavolta il titolo è “Le città hanno un'anima. Identità comuni e sfide future”. Oggi alle 17 si inizia con l’ex ministro Andrea Riccardi (foto a sinistra), fondatore della Comunità di Sant'Egidio. Poi via al confronto sull'immigrazione: di scena il sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini (foto in basso a sinistra), Inma Gala di Tangeri (Ufficio Migrazioni della diocesi di Tangeri) ed Emiliano Abramo (Catania).
Domattina è annunciata per le 9.30 la relazione del sin- daco di Livorno Filippo Nogarin (“Come pensare i porti del Mediterraneo nel tempo della globalizzazione”). Al dibattito a più voci partecipano Adolf Romagosa (direttore della società del porto crociere di Barcellona) e di Ioannes Panagiotopoulos (Università di Atene). Alle 11 la tavola rotonda su città e cultura mediterranea con lo scrittore Mehmet Coral (Smirne), il sociologo Ahmad Beydoun (Beirut), la presidente dell'associazione Liaisons Mediterraneée Ridha Tilli e l'attivista Shahinaz Abdel Salam di Alessandria. Le conclusioni di “Medì”, alle 12.30, sono affidate a Vittorio Ianari.
«Nell'età della globalizzazione e con la crisi degli Stati-Nazione le città, in parti- colare quelle del Mediterraneo, sono un soggetto importante e un attore decisivo del futuro di tutti», spiegano i promotori dell'iniziativa segnalando che aver scelto Livorno come sede del convegno «valorizza il ruolo storicamente ricoperto dalla città e dal suo porto, nell'attrarre opportunità di scambi e relazioni tra uomini e nazioni».
Lo scorso anno l'incontro ha raccolto dieci città del Mediterraneo e altrettanti relatori: la riflessione è stata messa nero su bianco nel libro “Le città vogliono vivere” edito da Giuliano Ladolfi Editore (e in uscita proprio in occasione di “Medì”). Nella seconda edizione – viene detto – punto centrale del confronto sarà il rapporto tra gli insediamenti urbani e i loro porti, «considerando anche la situazione attuale di alcune aree portuali del Mediterraneo, da quelle più strutturate a quelle da rivalutare».
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