Gioco
Darsena Europa, il governo metterà fra 50 e 100 milioni
Nell’incontro con il viceministro torna finalmente il clima di collaborazione In ballo anche il possibile riconoscimento come area di crisi complessa
LIVORNO. Dopo aver passato sul ring gli ultimi tre giorni, la Regione e le istituzioni locali si presentano in un clima di collaborazione e parlano a una sola voce nel faccia a faccia con il viceministro Claudio De Vincenti. Quelle stanze nel quartier generale del dicastero dello sviluppo economico, gli amministratori livornesi le conoscono bene: è lì che si torna ogni volta che una grande azienda rischia il patatrac, e anche ieri c'è stato da affrontare l'odissea dei 450 addetti del call center People Care. Ma stavolta l'alleanza fra Regione, Provincia e i Comuni di Livorno e Collesalvetti sembra partorire anche una prospettiva che non sia semplicemente la riduzione del danno: per bocca del viceministro, il governo conferma la volontà politica di tirar fuori un bel pacco di quattrini da destinare al rilancio infrastrutturale del porto di Livorno.
Niente di ufficiale, neanche nel comunicato della Regione al termine dell'incontro: però, almeno tre fra le persone sedute al tavolo dell'incontro riferiscono di aver ascoltato De Vincenti parlare di «una cifra fra 50 e 100 milioni di euro» per la Darsena Europa. È «nel corso della prossima settimana», a prestar fede a quanto riporta l'agenzia della Regione, che il governo farà conoscere con precisione quanto intende mettere a disposizione per l'espansione del porto labronico. Quest'ammontare andrà a sommarsi ai 200 milioni di euro che sono stati messi sul tavolo dalla Regione (la giunta ha deciso all'inizio del mese di mettere in moto la richiesta di mutuo): altrettanti, avvertono le fonti regionali, li metterà anche l'Authority (che ha una capacità di spesa tale da aver messo in conto 121 milioni di investimenti su base triennale).
Al tavolo di De Vincenti erano seduti: per la Regione, il governatore Enrico Rossi e l'assessore Gianfranco Simoncini; per l'Authority, il presidente Giuliano Gallanti; per la Provincia, il presidente Alessandro Franchi; per il Comune di Livorno, il sindaco Filippo Nogarin, l'assessore Francesca Martini e il direttore generale Sandra Maltinti; per il Comune di Collesalvetti, il sindaco Lorenzo Bacci.
Nel menù è finito anche qualcos'altro. Ad esempio, lo “scavalco” ferroviario che permetterà di collegare non più solo per finta le banchine all'interporto di Guasticce: nove milioni di finanziamenti regionali ci sono già, il governo sta valutando come trovare altri soldi. Quanto al dragaggio dei fondali, è stato precisato che non sarà indispensabile bonificare i fanghi escavati (ma «saranno comunque trattati in maniera adeguata», puntualizzano da Firenze). Altri tasselli del puzzle: la Regione ha confermato i dieci milioni promessi per incentivi alle aziende e i cinque milioni da destinare alla bonifica dell'area ex Delphi-Trw in via Enriques per trasformare lo stabilimento chiuso in un polo tecnologico, una battaglia cara al sindaco Nogarin.
C'è anche un aspetto extra: riguarda il riconoscimento di Livorno come "area di crisi complessa". Da un lato, il viceministro ha annunciato che sottoporrà questa eventualità al ministro Federico Guidi e, dall'altro, secondo quanto riportano le fonti della Regione, risulterà comunque garantita la possibilità di trovare un canale di finanziamento nella legge 181 sulla reindustrializzazione. Sia chiaro, la strada per rientrare fra le "aree di crisi complessa" è tutt'altro che in discesa: ce ne sono solo cinque riconosciute a livello nazionale dal ministero e una di queste è Piombino, nella stessa provincia di Livorno…
«Sono convinto che abbiamo fatto un passo avanti decisivo per il futuro di Livorno»: è questo il giudizio a caldo che porta la firma del governatore Enrico Rossi. È lui, protagonista del durissimo scontro con il sindaco M5S di Livorno, a farsi portavoce di un nuovo clima che, magari a scossoni e sussulti, è saltato fuori: «Attorno all’obiettivo del rilancio della città e del suo territorio si è registrata una convergenza positiva di tutte le istituzioni coinvolte: il mio auspicio è che si arrivi in tempi rapidi alla firma dell’accordo».
Tempi rapidi quanto? Difficile dirlo: fatto sta che sabato mattina è previsto un incontro che tornerà a mettere intorno a un tavolo non solo la Regione e le istituzioni locali ma anche i sindacati e le organizzazioni dell’imprenditoria. Quanto al ministero, il nuovo round con questi stessi convitati sarà «fra un paio di settimane», ricorda Franchi («per ora siamo andati avanti sulla strada di una intesa che è nell’interesse di tutto il territorio»). D’accordo anche Bacci: «La giornata segna complessivamente un avanzamento di rilievo: ci stiamo avvicinando a grandi passi alla sottoscrizione di un accordo che mira concretamente a dire chi fa cosa e con una regia chiara della Regione».
A giudizio di Gallanti, è importante che il governo metta una cifra perché aiuta a raggiungere il livello di finanziamento necessario. «Ma ancor più decisivo – aggiunge – è il fatto che decida di starci dentro: è con quel biglietto da visita che possiamo cercare altre risorse sia a livello europeo che fra gli investitori privati con il project financing». Tradotto: Se governo, Regione e Authority stanno dentro la partita, è più facile anche affrontare tutto l’aspetto burocratico-procedurale».
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