Il Tirreno

Livorno

Ricorso al Tar contro Rossi e polemiche sull’«editto»

Nogarin: «La diffida ci impone l’approvazione del piano». Interviene anche Grillo Intanto, però, sono stati chiesti alla Regione tutti gli atti: c’è attesa per la firma

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LIVORNO. La giunta guidata da Filippo Nogarin ha deliberato all’unanimità di ricorrere al Tar regionale impugnando l’atto (e chiedendone la sospensiva) con cui il 9 marzo la Regione ha diffidato il Comune ad approvare la variante urbanistica necessaria per il varo del Piano regolatore portuale. Pena: il commissariamento di fatto, con la Regione pronta a sostituirsi al municipio, come previsto dall’ultima legge toscana. Si è aperta così, ieri, un’altra delicatissima giornata sul fronte delle banchine e dei rapporti tra i diversi livelli istituzionali. Una giornata culminata con l’arrivo sulla scrivania del sindaco degli atti dell’intesa sul porto e sul rilancio di Livorno.

Ricorso al Tar. Martedì sera le luci del Comune erano rimaste accese fino a notte fonda: nella stanza del sindaco si erano riuniti assessori e consiglieri del Movimento 5 Stelle, con tanto di foto postate su Fb. Poi, ieri mattina, la decisione ufficiale di ricorrere al Tar. «Al di là della volontà della giunta di rispettare il cronoprogramma concordato – ha detto subito dopo il sindaco – ritengo grave e lesiva l’interferenza della Regione. La presidenza Rossi, giunta alle ultime settimane del suo mandato, non diffida il Comune tanto a rispettare i tempi concordati per il voto della variante, quanto all’esito finale di tale votazione: l’unico ammesso, per evitare il ricorso della Regione ai poteri sostitutivi, è l’approvazione della variante».

Bordate di Nogarin a Rossi: «L’editto del presidente...». «Chiedo ai cittadini toscani – è andato così all’attacco Nogarin – se davvero condividono l’idea del presidente Rossi: un neocentrismo regionalista che prevede la concentrazione di poteri amministrativi in capo alla Regione. Credono davvero che questo corrisponda alla difesa, alla tutela della libere scelte delle comunità locali?». Il clima si è fatto anche più incandescente quando sul blog di Grillo è comparso un lungo intervento a firma di Nogarin intitolato: “L'editto del presidente della Toscana contro i Livornesi”, dove il sindaco parla di “norma ad nogarinum” riferendosi, appunto, alla legge che permette alla Regione di sostituirsi al Comune nell'approvazione della variante.

Interviene anche Grillo. Beppe Grillo in persona in serata ha rilanciato sul suo profilo facebook: «Sono senza parole: il Pd ha fatto una legge contro Nogarin e i livornesi. Guardate cosa si sono inventati. Assurdo, diamogli il nostro sostegno».

Bacci accusa: «Irresponsabili». Durissime, invece, le parole del sindaco di Colle e segretario del Pd, Lorenzo Bacci, che appresa la notizia del ricorso ha parlato di «mercimonio più bieco, giocato sulla pelle dei livornesi», accusando Nogarin di «sottoporre irresponsabilmente il territorio a un ricatto esplicito», che secondo Bacci si traduce in un: «approvo il piano se e solo se ho la garanzia che il prossimo presidente dell'Authority sarà la persona che ho indicato».

Gli atti dell’intesa in Comune. Tutto questo è andato in scena mentre ieri pomeriggio sia dalla Regione che dal municipio hanno confermato che il pacchetto con tutti gli atti sull'intesa sottoscritti lunedì scorso dai vari enti (ma non firmati dal Nogarin) sono arrivati a Livorno. La richiesta è stata avanzata in mattinata dal direttore generale del Comune allo staff di Rossi e l'intera documentazione (quattro atti) è stata immediatamente inviata per posta elettronica. Il sindaco, interpellato telefonicamente, non ha voluto sciogliere il nodo, ma non è da escludere una sua firma a breve sui documenti (ovvero l'accordo di pianificazione tra enti, il protocollo con la Regione per una serie di finanziamenti e interventi legati al rilancio del territorio e due atti che coinvolgono l’Authority). Indiscrezioni parlavano di una firma già ieri in serata, poi non confermata dal Comune. Possibile che arrivi oggi. Ecco perché.

Il nodo del consiglio. Tra gli atti in questione, quello principale è l'accordo di pianificazione tra enti che “deve” essere portato in consiglio comunale in vista del successivo varo del Prp. Il consiglio è convocato per domani per votare la variante anticipatrice al Piano strutturale del Comune (quella che serve, appunto, a concludere l'iter del Prp) e ratificare l’accordo di programma. Ecco perché è presumibile che la firma del sindaco arrivi stamani, quando passerà da Firenze prima di raggiungere Roma e il ministero. Ci saranno nuove sorprese?

Lettera della presidente Cepparello ai consiglieri. Tra l'altro dal municipio ieri è trapelato che la presidente del consiglio, Giovanna Cepparello, ha scritto ai consiglieri di tutte le forze politiche facendo presente che senza la firma di quell'intesa non potrà portare in discussione e in votazione la delibera sulla variante e sul porto: questo perché il parere degli uffici sulla delibera è vincolato proprio al via libera all’accordo di pianificazione. Tradotto: senza la firma potrebbe saltare anche il consiglio. I capigruppo si riuniranno oggi alle 14 per fare il punto, visto che subito dopo dovrebbe riunirsi la commissione sul porto.

E oggi c’è il vertice a Roma per l’accordo su Livorno. Dal punto di vista istituzionale si tratta in ogni caso di un passaggio molto importante in vista della riunione che si terrà oggi a Roma al ministero dello Sviluppo economico: sul tavolo del governo c'è l'accordo di programma per Livorno e non ci vuole molto a capire che per ottenere il massimo risultato possibile per la città è necessaria un'intesa tra tutti i soggetti coinvolti, a partire da Regione e Comune.

Juna Goti

Alessandro Guarducci

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