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Porto, Nogarin firma l'accordo di pianificazione
Raggiunta l'intesa con il presidente Enrico Rossi che ha garantito la revisione di alcuni aspetti del piano regolatore dopo la sua approvazione
LIVORNO. Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin (M5s), come avevamo anticipato, ha firmato giovedì 12 marzo a Firenze l'accordo di pianificazione con la Regione Toscana che contiene un preciso impegno del presidente Enrico Rossi, come riferisce lo stesso Nogarin, sancito da un protocollo integrativo. Questo prevede la revisione di alcuni aspetti del Piano regolatore portuale dopo la sua approvazione. Aspetti che non riguardano la "Darsena Europa", ma le linee di confine tra porto e città. "Sono soddisfatto degli impegni sottoscritti - ha detto Nogarin dopo la firma dell'accordo - impegni che dovrebbero portare una prospettiva alla città di Livorno e ai lavoratori livornesi con possibili investimenti che produrranno altri posti di lavoro". "La politica di rinnovamento che stiamo imprimendo coinvolge necessariamente anche una revisione degli equilibri all'interno del porto" ha concluso il sindaco.
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L'accordo di pianificazione è, detto in estrema sintesi, la cornice in cui le istituzioni coinvolte affermano con la "benedizione" politica della Regione di convididere un disegno comune di governo del territorio, così come prescrive le legge regionale toscana in questo campo. L'altra metà della questione è la variante anticipatrice: riguarda le competenze specifiche del Comune, avendo presente quel che sta scritto nel nuovo Prg del porto. Venerdì 13 inizia la seduta del consiglio comunale che affronterà tanto la ratifica dell'accordo quanto la votazione sulla variante anticipatrice: a quel punto la parola passerà al consiglio comunale, con tutte le conseguenze politiche del caso.
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Il fatto che anche il sindaco pentastellato livornese Filippo Nogarin abbia messo la propria firma in calce all'accordo di pianificazione consente di arrivare nel pomeriggio di giovedì 12 all'incontro con il ministero dello sviluppo economico evitando uno sfaldamento che sarebbe stato drammatico: in un contesto in cui ciascuna città in crisi va a Roma a bussare in cerca di una soluzione, sarebbe stato arduo trovare ascolto se la Regione e le amministrazioni locali si fossero presentati in ordine sparso, anzi con il Comune della città capoluogo in rotta di collisione con il resto delle istituzioni.
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Nel salone del ministero dello sviluppo economico, di fronte al viceministro Claudio De Vincenti, dovrebbero essere presenti il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, i sindaci di Livorno (Filippo Nogarin) e Collesalvetti (Lorenzo Bacci), il presidente dell'Authority Giuliano Gallanti e il presidente della Provincia Alessandro Franchi. Non è escluso che si discuta anche dell'entità del finanziamento da parte del governo alla Darsena Europa, per la quale la Regione Toscana ha avviato la pratica per ottenere un mutuo da 200 milioni di euro.
Bisogna aggiungere che buona parte della delegazione toscana avrà un altro round tre ore prima, sempre al tavolo del ministero dello sviluppo economico, per parlare della crisi del call center People Care di Guasticce, che mette in gioco il destino di 450 addetti (350 a tempo indeterminato e un centinaio di precari). A fine maggio termina la commessa di Seat Pagine Gialle, rimasto praticamente unico committente del call center, e c'è il pericolo che i lavoratori siano mandati a casa senza nemmeno un minimo di paracadute (cassa integrazione).
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