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Concessionario e gentiluomo Addio a Renato Scardigli
LIVORNO. Se n'è andato Renato Scardigli, uno dei commercianti più noti e stimati della città, molto conosciuto anche per essere stato dirigente del Livorno Calcio agli inizi degli anni Ottanta. Con...
LIVORNO. Se n'è andato Renato Scardigli, uno dei commercianti più noti e stimati della città, molto conosciuto anche per essere stato dirigente del Livorno Calcio agli inizi degli anni Ottanta.
Con Scardigli, classe 1924, se ne va un pezzo importante della Livorno che rialzò la testa nel Dopoguerra: un uomo integerrimo, di quelli ai quali bastava una stretta di mano per stipulare un affare; un vero gentiluomo che anteponeva sempre l'aspetto umano e dei rapporti corretti sia con il personale sia non la clientela. Tutti valori che ha saputo trasmettere ai suoi due figli Carlo e Andrea, che nel solco del padre continuano la saga familiare con notevole successo. «Nostro padre - dicono i figli - per noi è stato un vero esempio sotto tutti i punti di vista, prima di tutto sul piano morale per i principi che ci ha trasmesso con la sua coerenza, e poi gli siamo grati per ciò che ci ha insegnato a livello lavorativo: orientamenti che ci servono ancora oggi e che a nostra volta cerchiamo di instillare ai nostri figli».
Renato era un uomo lungimirante e parsimonioso, che dava ai soldi il valore che solitamente dà chi proviene da una famiglia numerosa e di modeste origini: sei fratelli, la necessità di rimboccarsi presto le maniche. Sirio e Tullio presero la strada delle spedizioni, Renato e Marcello quella del commercio. Marcello era il più grande, Renato aveva l'umiltà di apprendere. I due per circa 15 anni lavorano come meccanici specializzati nelle riparazioni dei camion, poi scocca l'idea di mettersi in proprio e sul viale Carducci, nel 1956, inaugurano la concessionaria Moto Guzzi. Un marchio che, nell'epoca in cui non c'era ancora stato l'ingresso dei marchi giapponesi, andava per la maggiore (e ha ancora un grande fascino per chi ama le due ruote).
Gli anni Sessanta, invece, vedono Renato e Marcello fare l'ingresso nel mondo dell'auto al fianco di Mario e Umberto Bertolini: nasce l'Acav srl, concessionaria Ford. Poi Marcello e Renato si distaccano nel 1967 e entrano a far parte della famiglia Alfa Romeo, marchio al quale legano per oltre quarant'anni le loro fortune. Nel frattempo una malattia stronca la vita di Marcello e per Renato - legatissimo al fratello - fu un duro colpo ma seppe reagire. E poi c'erano già i figli pronti a rilevare il testimone, che ne frattempo avevano fatto una lunga gavetta. Scardigli era anche un irriducibile tifoso del Livorno. E della squadra amaranto aveva anche ricoperto la carica di dirigente per due stagioni dal 1982 al 1984. Da anni ritiratosi a vita privata anche a causa della malattia, oltre Andrea e Carlo lascia l'adorata moglie Franca.
Le esequie si terranno oggi alle 15 alla chiesa del Rosario.
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