Gioco
Buongiorno non correrà alle elezioni regionali
Polemica con le segreterie regionali dei partiti di sinistra. Ora occhi puntati sulle liste per dare comunque un appoggio esterno a Fattori
LIVORNO. «Buongiorno Livorno non ritiene che esistano le condizioni per una partecipazione alla lista che, alle elezioni regionali, sosterrà la candidatura di Tommaso Fattori a governatore». Queste parole portano la firma del presidente di Buongiorno Livorno, Stefano Romboli e del direttivo dell’associazione che alle ultime elezioni amministrative ha espresso la terza forza politica della città. La traduzione è questa: di fatto anche la neonata Buongiorno Toscana (anche se non sono escluse prese di posizione diverse delle singole forze che ne fanno parte nel resto del territorio regionale) non parteciperà direttamente alle elezioni che a maggio decideranno il nuovo presidente e il nuovo consiglio della Regione Toscana.
Semmai – come anticipato nei giorni scorsi – Buongiorno garantirà un appoggio esterno al polo della sinistra “no-dem” che si è formato a Firenze ("si gioca una partita importante e non vogliamo tirarci fuori"). Sempre che si creino le condizioni politiche per farlo. Ovvero? «Un programma - risponde Romboli - che vada nella giusta direzione e candidati, a cominciare dal territorio di Livorno, che siano espressione soprattutto della società civile e non tanto di scelte delle segreterie di partito». Insomma, ora gli occhi sono puntati sulle liste. Ma «nessuno di Buongiorno si candiderà», ripete il presidente.
È questa, in sostanza, la linea votata quasi all’unanimità (anche se non sono mancati qualche contrario e un astenuto su una novantina di presenti) dall’assemblea dei soci di Buongiorno Livorno che si è riunita mercoledì 11 fino a tarda notte al Grattacielo.
All’indomani dell’incontro Romboli parla chiaro, non senza polemiche: «L'impegno profuso insieme ad altre realtà regionali e sfociato nella bella giornata del primo marzo con la costituzione di Buongiorno Toscana resta in piedi e guarda oltre l'appuntamento del 31 maggio», ma «il tentativo di declinarlo in chiave elettorale si è purtroppo dovuto scontrare con le resistenze interne alle segreterie dei partiti e con la diffidenza culturale di una parte della sinistra verso l'innovazione che proponiamo».
Parole dure nei confronti delle “segreterie dei partiti” di sinistra, da Sel fino a Prc. «Hanno prevalso logiche conservatrici», rincarano Romboli e il direttivo. E «probabilmente la campagna elettorale non è il momento più adatto a una capillare penetrazione del nostro messaggio: ne prendiamo atto con un po' di delusione, ma con la speranza che Fattori, al quale non difettano capacità e competenze e al quale vanno il nostro apprezzamento e i nostri più sinceri auguri, sappia imprimere alla lista che sta nascendo un'impronta nuova. Dall'esterno, come massa critica, cercheremo di sostenere il suo sforzo».
Romboli dice anche che il tentativo di riunire in un’unica lista partiti e mondo Tsipras con Buongiorno Toscana è naufragato quando «ai tavoli abbiamo iniziato a vedere politici di professione e il clima è cambiato». Ma non c’entra forse anche la decisione di candidare Fattori e non Andrea Raspanti? «Non ne abbiamo mai fatto una questione di nomi», controbatte. Ma è vero anche che «il percorso verso la scelta del nome ha influito». Fermo restando, sottolinea, la stima per Fattori e la volontà di arrivare, appunto, a un appoggio esterno per provare a sfidare il Pd di Rossi e i 5 Stelle. «Abbiamo cercato – conclude Romboli – di raccontare la “buona novella” di Buongiorno Livorno fuori dai confini della città e ci siamo riusciti: ci hanno contattato anche da Milano, dove pensano a una sorta di Buongiorno Milano. Ma ci siamo sentiti a disagio quando abbiamo visto che avremmo dovuto deviare dal nostro percorso». (j.g.)
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