Il Tirreno

Livorno

Ruggeri (Pd): Nogarin punta allo scambio fra Prg e la Batini

Giorgio Carlini
Marco Ruggeri, capogruppo Pd in Comune
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Marco Ruggeri, capogruppo Pd in Comune

Il capogruppo dem: prima questo sindaco lascia l'incarico meglio sarà per la città. E De Filicaia: il M5S vuole una persona di fiducia a capo dell'Authority per schiantare il percorso avviato e spendere in altro modo i 650 milioni destinati alla Darsena Europa

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LIVORNO. «Il sindaco Nogarin dica se la sua mancata firma dipende dal mal di pancia dei consiglieri grillini che non gli permettono di ratificare l'accordo o se, come crediamo, c'entri la volontà di ottenere in cambio il non-veto di Rossi sul nome di Batini per l'Authority». Il Pd va all’attacco e lo fa per bocca di Marco Ruggeri, capogruppo Pd in Comune, in tandem con il neo-segretario territoriale Lorenzo Bacci: nel mirino l’atteggiamento del Comune di Livorno sul fronte della variante anticipatrice e del Prg portuale. A loro giudizio, bene ha fatto il presidente della Regione a mandare la diffida (giudicata «inevitabile»).

Ruggeri si domanda «cosa abbia mai ancora da chiedere il sindaco, dato che è già stato accontentato sugli interventi collaterali della Regione». Poi rincara la dose: «Il sindaco ha un concetto di verità molto labile, come dimostrano anche le ultime comunicazioni su Aamps. La mancata firma dell'intesa è un fatto molto grave: Nogarin sta cercando di contrattare posizioni di potere sulla pelle della città». E ancora: «Non può continuare a prenderci in giro. Ogni volta dice tutto e il contrario di tutto, poi dà la colpa agli interlocutori che non hanno capito. La smetta di fare giochetti sulle spalle dei lavoratori. Il cronoprogramma passava dalla firma di lunedì, e poche ore prima la vicesindaco mi aveva detto che non c'erano problemi. Chi gioca a rimpiattino – conclude Ruggeri – non è Rossi, ma Nogarin: prima se ne andrà da sindaco e meglio sarà per la città».

Bacci accusa il primo cittadino M5S di uno «scadimento del dibattito politico su una questione di fondamentale importanza». Il riferimento è alle parole che il sindaco aveva rilasciato poco prima a un'emittente radiofonica: «Ha scherzato dicendo che sarà accolto più volentieri dalla curva dei tifosi del Livorno – riporta il segretario Pd – perché ora è diffidato anche lui. Ma non si può mettere sul ridicolo una partita così delicata per la città».

Per Bacci c'è «una disconnessione tra il piano amministrativo e una realtà che conta 6170 persone in uscita dal mondo del lavoro». Per il sindaco-segretario Pd la scelta di Nogarin «mette a rischio l'intero accordo di programma: un'opportunità unica che invece pare quasi dar noia a chi manovra la città. Rossi è atteso dalle regionali, ma chi è ancora in campagna elettorale è Nogarin, che da giugno non è ancora passato all'azione».

Anche Jari De Filicaia non risparmia accuse: «Non approvare il piano regolatore significherebbe non solo non incrementare l'occupazione, ma diminuirla drasticamente», perché «sono centinaia i lavoratori appesi a un filo in attesa di una prospettiva futura». Per il consigliere Pd dietro le “bufale” di Nogarin c’è «semplicemente il fatto che a capo dell'Autorità Portuale vuole una persona di fiducia per schiantare il percorso avviato e spendere in altro modo i 650 milioni destinati alla Darsena Europa».

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