Italia
La rabbia operaia bussa al Palazzo
La protesta di lavoratori del porto e del cantiere Benetti: «Investimenti indispensabili per la città». Il sindaco li riceve in Comune: «Nessuna volontà di bloccare l’iter ma voglio avere garanzie». Durissimo attacco della Filt Cgil: vi chiederemo conto
LIVORNO. «Abbiamo letto sul giornale che il sindaco Nogarin aveva disertato l’incontro sull’intsa che prelude alla variante e poi al nuovo Prg del porto: ci siamo guardati in faccia, abbiamo preso gli striscioni e ci siamo diretti in Comune per chiedere spiegazioni». A “bussare” al portone di Palazzo Civico sono stati gli operai di Benetti, di Uniport, della Compagnia Portuali, del Reefer Terminal, di Alp, di Sintermar e di altre aziende ancora fra porto e cantieristica. «È nata come manifestazione spontanea, – spiega Simone Angella, responsabile porti della Filt Cgil – noi sindacalisti siamo entrati in scena in un secondo momento per fare da intermediari nell’incontro col sindaco».
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A COLLOQUIO CON SINDACO E GALLI. Al tavolo, di fronte alla delegazione di sindacalisti e lavoratori, ci sono il sindaco Filippo Nogarin e il consigliere pentastellato Daniele Galli, presidente della commissione consiliare che si occupa di economia e lavoro. Il faccia a faccia con il primo cittadino dura una mezz’ora: il sindaco deve partecipare ad altri impegni istituzionali.
«Mi prendo la responsabilità del fatto di aver seguito l’iter in questo modo», sottolinea il sindaco: «Da parte mia c’è la volontà di andare avanti nel rispetto della trasparenza, degli accordi e delle istituzioni».
«Se non si investe il porto si perde, se si investe si dà una risposta alle crisi occupazionali di Livorno», commenta a caldo Angella: «Nogarin non ci ha detto quali sono le sue osservazioni sulla variante al Prg. E soprattutto non ci ha spiegato perché non è andato all’incontro con Rossi, non ci ha chiarito i motivi della mancata firma». Poi rincara: «Siamo sereni perché vogliamo credere alle sue buone intenzioni, ma se l’iter di approvazione non verrà completato nel prossimo consiglio comunale chiederemo il conto».
PALAZZO CIVICO TORNA ALLA CARICA. È Palazzo Civico a riprendere la parola più tardi, in una nota pubblicata all’inizio del pomeriggio. Lo fa per ribadire che «da parte del Comune di Livorno non c'è stata alcuna volontà di bloccare l'iter relativo al piano regolatore del porto». E poi la dichiarazione-chiave: «Noi non bocceremo il piano, anche perché siamo consapevoli dei problemi della città». Ma la frase si conclude dettando le condizioni: «se il presidente della Regione terrà conto delle nostre istanze».
Nel mirino, va sottolineato, la diffida da parte della Regione: è di Rossi – dice Nogarin – la colpa dello strappo. Anche se, invece di andare all’attacco, dice poi che va evitato che la diffida della Regione «possa determinare l'interruzione definitiva di tutto il percorso che dovrebbe portare all'approvazione del piano».
A fine incontro, nuova dichiarazione nero su bianco: il Prg è «un passaggio epocale per il porto e la città», è uno «strumento fondamentale per la portualità, atteso da oltre 60 anni». E qui si leva il primo sassolino dalla scarpa: «nei pochi mesi dell'attività di questo consiglio si pretendevano - e subito - tutte le risposte». Non solo: nell’esame del Prg portuale «sono emerse tutta una serie di criticità, dalla zonizzazione, al passaggio di alcune aree tra città e ambito portuale, a quell'area di cerniera tra città e porto»: criticità che Nogarin dice proprie non solo del M5S ma «pure da una fetta importante dell'imprenditoria e delle forze sociali».
È per questo che dice di aver chiesto a Rossi garanzie per «poter tornare, una volta approvato il Prg portuale, a discutere di tali questioni, e di essere quindi garante, una volta individuato il nuovo presidente dell'Autorità Portuale, quale che sia il nome che verrà definito dal ministro Lupi in sinergia con il presidente della Regione Toscana, che questo iter possa venir garantito».
NOGARIN: COSA VOLEVO DIRE A ROSSI. È quel – che ho cercato afferma – di dire senza successo a Rossi. Poi è arrivata la diffida vissuta come strappo e come “ferita” dei rapporti istituzionali: da un lato, si «svuota di significato tutto l'iter fin qua seguito dal Comune di Livorno nel rispetto dei tempi» e, dall'altro, è «l'ingerenza da parte di un'istituzione giunta ormai a fine mandato, ed in piena campagna elettorale regionale». Ma ci sono «ancora tutti i margini per recuperare questo gap, se c'è una volontà comune, ad impegnarsi ad affrontare questioni non marginali».
FILT CGIL SUL PIEDE DI GUERRA. Pochi istanti prima, era arrivata la mail in cui era stato il sindacato a dare il proprio giudizio sull’esito dell’incontro. Il sindacato giura di voler girare alla larga dai problemi politici e istituzionali e dal clima da campagna elettorale, ma non ci sta a veder mettere «a rischio il progetto di investimento previsto per Livorno, per le infrastrutture portuali e i collegamenti viari e ferroviari, il lavoro e i lavoratori di oggi e di domani, che abbiamo la responsabilità di rappresentare». Claudio Picchiottino, leader della Filt Cgil livornese, prende a prestito la celebre frase di Renzi diretta a Letta per dire che a Palazzo Civico possono «star "sereni"»: la Cgil «attraverso le sue categorie di settore coinvolte direttamente come la Filt, la Fiom, la Fillea, chiederà il conto a tutti».
Del resto, è l’intera nota che non potrebbe essere più aspra: per accorgersene basta dare un’occhiata al capoverso che apre l’attacco di Picchiottino. «La pochezza della gestione amministrativa di Livorno – è l’esordio del sindacalista – si è dimostrata nella sua forma più estrema e il protagonista in negativo è stato ancora una volta il sindaco Nogarin».
Non bastasse, anche il capoverso successivo è sulla stessa lunghezza d’onda: «Ci siamo abituati, ma non ci rassegniamo a credere che prima o poi, anche per sbaglio, una scelta positiva per Livorno la possa indovinare anche il primo cittadino». Di più, il sindacato punta il dito contro gli scambi dietro le quinte della trattatuva : «Le bugie che abbiamo sentito rientrano nella vecchia dinamica politica e negli scambi non ancora definiti fra chi deve dare (Autorità Portuale e Regione Toscana) e chi deve ricevere (Comune di Livorno)».
OCCHI PUNTATI SU COMUNE E REGIONE. Il messaggio è per il Comune ma anche per la Regione, dice il sindacato. Riguardo al sindaco si ritiene che «in fondo non voglia suicidarsi politicamente e come amministratore della città», dunque per questo motivo «ci auguriamo che manterrà gli impegni di firmare e portare subito in Consiglio Comunale l'approvazione della "variante"». Ma occhi aperti anche su Firenze: «Contestualmente – promette la Filt Cgil – vigileremo affinchè la Regione Toscana mantenga gli impegni di fine legislatura sugli investimenti previsti all'interno dell'Accordo di programma che si concretizzano solo dopo il completamento certo dell'iter di approvazione del Prg portuale».
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