Gioco
Confindustria: così si perde credibilità
Umberto Paoletti, direttore degli industriali livornesi, va all'attacco: altri sindaci fanno la fila al ministero, come si fa ad avere ancora dubbi?
LIVORNO. «Il sindaco Nogarin gioca sulla pelle dei livornesi: usa l’Accordo di Programma come tavolo di scambio per ottenere altri interessi». L’accusa viene dalla voce del primo cittadino colligiano Lorenzo Bacci (che è anche segretario territoriale Pd), durante il consiglio di frazione di Vicarello. A rincarare la dose ci hanno pensato anche altri due ospiti: Umberto Paoletti (direttore Confindustria) e Maurizio Strazzullo (segretario Cgil), che hanno criticato il sindaco pentastellato per non aver firmato l’accordo di pianificazione necessario per portare a termine i lavori sul prg portuale. Dal sindacato arriva anche un avvertimento: «Se alla fine non ci sarà la firma non staremo a guardare, ma faremo qualcosa tutti insieme».
«GLI ALTRI CI INVIDIANO» A colpire maggiormente sono le accuse di Confindustria, perché se non è una novità la sua posizione sul prg portuale («fondamentale per far ripartire il territorio»), i toni usati stavolta non sono tanto soft: «Stiamo perdendo credibilità, - tuona Paoletti - con la mancata firma di Nogarin Livorno ha gettato via la sua reputazione a livello nazionale. Anche un imprenditore che viene da fuori, come fa a investire con un sindaco che si comporta così?»
Il numero uno degli industriali mette l’accento anche sui tempi: «I fondi della Regione sono solo per il 2015 e se perdiamo altro tempo per averli si rischia di arrivare a luglio con l’insediamento della nuova giunta». Poi riprende: «Altre città ci invidiano: ci sono sindaci che fanno la fila al ministero. Ma come si fa ad avere ancora dei dubbi? Proprio non capisco».Elogiando quanto sta facendo Bacci nel suo territorio, Paoletti invita anche a «pensare un piano strutturale unico non solo tra Livorno e Colle, ma anche con Pontedera e Pisa».
EFFETTO VENEZIA? Accuse pesanti piovono da Strazzullo. Nel mirino la frase («abbiamo fatto qualche passo avanti») detta da Nogarin dopo il faccia a faccia con il governatore Rossi. Il leader Cgil parte in quarta: «Sarebbe importante sapere di cosa si tratta. Possibile che facciano i paladini della trasparenza e poi non dicono le cose come stanno?». Ed ecco subito un altro carico: «Forse - continua Strazzullo - hanno avuto delle sicurezze su Effetto Venezia. Ma almeno abbiano il coraggio di dirlo».
ACCORDI SULL’AUTHORITY. Anche Bacci si dice «stufo di questo teatrino» e di essere stanco di dover rincorrere Nogarin per farlo firmare («non fa un favore a noi, ma al territorio»), poi sbotta: «È imbarazzante quello che sta succedendo, questi mesi non li ho buttati via per sentirmi dire certe “bischerate”, ma per dare risposte concrete al territorio».
A chi gli chiede se dietro il colloquio tra il sindaco grillino ed Enrico Rossi si possa aver parlato anche della presidenza dell’Authority, risponde: «Mi auguro che non ci sia stato nessuna accordo del genere, ma - prosegue - credo che Nogarin ci abbia provato. Io per responsabilità etica da sindaco non lo avrei mai fatto. E poi come si fa a firmare un accordo e poi proporre un nome disposto a smantellarlo? Schizofrenia pura».
La chiusura è sul possibile intervento della Regione («meno male che c’è la nuova legge urbanistica»), che per Bacci più che un commissariamento sarebbe «la presa di una responsabilità da parte della Regione in seguito a un disimpegno del Comune verso il territorio».
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