Toscana
Aamps aspetta 4,7 milioni di euro dal Comune
Le rsu dell’azienda lanciano l’allarme: «Senza questi soldi la continuità del servizio è a rischio».
LIVORNO. Una situazione economico-finanziaria così difficile da mettere a rischio la continuità di erogazione del servizio. Un quadro preoccupante nel quale diventa sempre più complicato pagare i fornitori. E un profondo disorientamento causato dal riassetto di un management. Le rappresentanze sindacali unitarie di Aamps lanciano l’allarme e sollevano una serie di problemi. Per farlo, si sono presentate lunedì a Palazzo civico. "Perché - spiega Pietro Panciatici, portavoce delle Rsu - non sappiamo a chi altro rivolgerci".
Aamps ha con il Comune un contratto di servizio per il 2014 pari a 31 milioni più Iva, con riscossione indiretta da erogarsi in versamenti trimestrali. Tradotto: il Comune deve pagare l'azienda in quattro soluzioni da poco meno di 9 milioni ciascuna. Ma ancora mancano circa 4,7 milioni del periodo ottobre-dicembre. «Vogliamo sapere dove sono quei soldi», tuonano le Rsu, per le quali non è facile conoscere la situazione dell'azienda e i rapporti con il socio unico, specie da quando Lorenzo Fommei non è più direttore generale e l’amministratore unico Marco Di Gennaro è stato allontanato: sospeso ufficialmente per motivi di salute, anche se un verbale del collegio sindacale (pubblicato in esclusiva dal Tirreno) ha sollevato il caso parlando di "ingerenza illegittima nell'amministrazione dell'azienda" e di "esautorazione di fatto" del manager massese.
Ecco perché le Rsu si sono recate a Palazzo civico: «Il portavoce del sindaco ha assicurato che presto avremo una risposta. Speriamo in una decisione tempestiva, perché il 31 marzo scade la prima trimestrale del 2015 e i fornitori vanno pagati". A breve, dunque, ai 4,7 milioni di fine 2014 si sommeranno i circa 9 milioni di gennaio-marzo 2015, per un totale di 13,7 milioni che il Comune deve erogare all'azienda. «Se non cambieranno le cose - mette in guardia Panciatici - alla prossima scadenza ci saranno seri problemi di continuità per l'erogazione del servizio».
In più resta il capitolo del prestito-ponte di 5 milioni di euro messo a bilancio ma del quale si sa ancora poco o nulla. «Prima di parlare di prestiti - afferma a margine dell'incontro Giovanni Golino, responsabile funzione pubblica Cgil - il Comune farebbe bene a garantire il pagamento della parte corrente. L'azienda ha estrema necessità di ricevere i fondi per mantenere gli impianti in funzione, per pagare i fornitori e anche gli stipendi dei dipendenti. Non ha senso - ripete - parlare di prestiti quando ancora si è in arretrato dal 2014. Chiediamo un incontro immediato con l'amministrazione - conclude Golino - per avere chiarezza sul futuro dell'azienda».
Matteo Scardigli
Giorgio Carlini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google