Il Tirreno

Livorno

Una scossa superficiale lungo il fosso Fortullino

di Alessandra Bernardeschi
Una scossa superficiale lungo il fosso Fortullino

Il geologo della Provincia Bartoletti: «Localizzata l’area dove si trova una sorgente termale». Prevedere altri movimenti tellurici? «Non è possibile»

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ROSIGNANO. Secondo le coordinate dell’Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia, l’epicentro del terremoto che ieri mattina alle 9,20 ha interessato il territorio comunale “ è quello della zona tra Castelnuovo della Misericordia e Nibbiaia. Zona denominata Occhibolleri”.

A specificarlo è il geologo della Provincia di Livorno Enrico Bartoletti (dirigente del sottore Pianificazione, Difesa del suolo e delle coste a Palazzo Granducale) che ha cercato di dare una spiegazione alla scossa che ha messo in allarme soprattutto i residenti delle zone collinari.

«Nell’area chiamata Occhibolleri – spiega Bartoletti – ed in particolare nella zona vicina al fosso Fortullino, vi sono delle sorgenti naturali di acqua minerale a calda temperatura. A livello di formazione geologica, sempre nella zona a nord di Poggio Pelato, si trovano faglie superficiali. E infatti, il terremoto di magnitudo 2,7 della scala Richter che è stato registrato ieri mattina, è avvenuto ad una profondità di 8,5 chilometri».

Una scossa, dunque abbastanza superficiale e, stando ai valori della stessa scala Richter, piuttosto leggera. «Il rischio sismico al quale è sottoposto il territorio – spiega Bartoletti – è di media intensità. Una classificazione che va ricercata soprattutto nel fatto che nel 1846 – ricorda il geologo – proprio le zone collinari furono colpite da un forte terremoto che i geologi hanno classificato tra il quinto ed il settimo grado della scala Richter».

Un terremoto talmente forte da essere oggi paragonato a quello che ha colpito la città dell’Aquila.

“Una seconda forte scossa di terremoto, più debole rispetto a quella del 1846, è stata registrata a Castelnuovo, anche nel 1950”. Scosse ed episodi tellurici che hanno fatto si che il territorio comunale di Rosignano Marittimo sia stato appunto classificato a rischio medio. C’è da dire però che, dopo questi episodi, a parte alcune scosse che hanno interessato il territorio di Livorno e che sono state avvertite anche a Rosignano, la nostra zona, non è stata colpita da altri eventi sismici.

Ma è possibile, con gli strumenti oggi a disposizione della scienza, prevedere se altre scosse, magari di assestamento, interesseranno nuovamente il territorio di Rosignano Marittimo?

«Assolutamente no – risponde Bartoletti – ad oggi non abbiamo strumenti per prevedere se, quando e come un territorio venga colpito da scosse telluriche. Il terremoto è paragonabile ad un incidente stradale fortuito: non è possibile prevederlo e neppure è possibile prevederne la gravità».

Perciò non è dato sapere in anticipo se, dopo la scossa avvertita ieri mattina alle 9,20, ne seguiranno altre.

«E’ possibile che si sia trattato di un solo movimento tellurico così come è possibile che a questo ne seguano altri». Non rimane altro che dare alcuni piccoli consigli: se la scossa viene avvertita in casa, durante il movimento tellurico (che solitamente dura alcuni secondi anche se interminabili) meglio ripararsi sotto le pareti portanti dell’abitazione. «Quindi uscire di casa – continua e conclude il geologo Bartoletti – e rimanere in strada per un tempo ragionevole. Ma ancora più importante – conclude il geologo – è stare attenti durante la costruzione delle abitazioni attuando tutti i provvedimenti antisismici del caso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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