Gioco
Una bottiglia di vodka e poi la sbronza
L’ ha trovata il personale davanti alla discoteca La polizia sta cercando chi ha portato il liquore
LIVORNO. Alla fine è spuntata fuori una bottiglia di vodka, un liquore di modesta qualità e poco prezzo, nella vicenda del quindicenne finito all’ospedale ubriaco dopo essersi sentito male davanti alla discoteca “Precisamente a Calafuria”.
Secondo quanto spiega il padre del ragazzino nella sua lettera, che pubblichiamo in piede di pagina, sarebbe stata proprio questa bottiglia la causa del problema che ha fatto finire al pronto soccorso il minorenne; effettivamente anche il personale della discoteca ha riferito di aver trovato all’esterno del locale una bottiglia di vodka, anche se ancora non è certo se è con quest’ultima che il quindicenne si sia ubriacato sabato sera.
Al momento però non ci sono certezze: il rapporto degli agenti della volante della polizia che è intervenuta davanti alla discoteca, dopo aver chiarito che il ragazzino non era entrato nella discoteca e che si era sentito male all’esterno del locale, afferma che l’amico che era con lui, sentito dagli agenti, ha dichiarato di non sapere dove il quindicenne si sia procurato da bere.
Una versione che contrasta con quanto risultava al gestore del locale, Simone Gonnelli, che aveva riferito di aver avuto notizia del fatto che il ragazzino avesse bevuto in un bar del centro prima di venire a Calafuria. Gonnelli ha comunque precisato che non aveva avuto modo di sentire in prima persona la storia della bevuta nel bar del centro, cosa che invece gli era stata riferita da un addetto alla sicurezza che aveva ascoltato quanto stava dicendo il ragazzino agli agenti che erano intervenuti per convincerlo a farsi ricoverare in ospedale in ambulanza.
Allo stesso tempo Gonnelli ha anche riferito che effettivamente all’esterno del locale è stata ritrovata una bottiglia di vodka, precisando che si trattava di «un liquore di poco costo, una sottomarca che noi non teniamo nel nostro bar», e che è stata mostrata agli agenti.
Quindi potrebbe essere proprio questa la bottiglia alla quale ha bevuto il quindicenne. Questo anche perché se, come spiega il padre del ragazzino, è stato accompagnato in automobile a Calafuria dal nonno, difficilmente era già ubriaco (al pronto soccorso gli è stato trovato un tasso alcolemico pari a 2, e va ricordato che a 0,50 si perde la patente) visto che quest’ultimo si sarebbe accorto sicuramente delle sue pessime condizioni.
Quindi l’ipotesi più probabile, a questo punto, è effettivamente quella che il ragazzino abbia bevuto la vodka fuori del locale, mentre attendeva di entrare. Ma come se la sia procurata resta ancora avvolto nel mistero: potrebbe essere stata comprata e portata di nascosto in auto all’insaputa del nonno, oppure potrebbe esserci qualcun altro che la ha acquistata e poi portata a Calafuria e poi la ha divisa col quindicenne. D’altra parte non sarebbe la prima volta che qualcuno per aggirare i divieti (o a volte anche solo per risparmiare) si procura alcolici e li beve prima di entrare nei locali, a volte acquistandoli da commercianti senza scrupoli, altre volte ricorrendo magari ad un amico maggiorenne.
Sta di fatto che in qualche modo qualcuno ha fornito l’alcol al ragazzino e quest’ultimo si è sentito male, anche se alla fine, per fortuna , si è ripreso: adesso la parola passa alla polizia che sta svolgendo le indagini per individuare chi ha venduto o anche solo ceduto degli alcolici ad un minorenne, cosa che, lo ricordiamo, da qualche tempo è un reato punito dal codice penale.
E ascoltando i protagonisti della vicenda non dovrebbe essere certo impossibile per gli investigatori risalire al responsabile che ha messo a repentaglio la salute di un quindicenne.
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