Gioco
Rapinatrice fa irruzione in banca, poi minaccia una donna con la pistola e la deruba
E' accaduto in via del Mare a Livorno. Quando i cassieri si sono rifiutati di consegnarle i soldi, ha preso il telefono a una cliente ed è fuggita inseguita dal padre della rapinata. La cercano i carabinieri
LIVORNO. Per questa volta scordatevi i tratti caratteristici del rapinatore. Perché il bandito solitario che, pistola in pugno, ha tentato di svaligiare la filiale del Credito Cooperativo di Castagneto Carducci di via del Mare, nel cuore del quartiere Ardenza, ha connotati unici per il panorama della criminalità nostrana: è una donna tra i 50 e i 60 anni, quasi certamente livornese, ha qualche chilo di troppo, tanto da essere definita “rotondetta” da chi se l’è trovata davanti, capelli grigi che spuntano da sotto il cappello nero e un piumino beige a trequarti.
Lineamenti e abbigliamento, dunque, al di sopra di ogni sospetto. Tanto da far credere che abbia ideato il colpo in un momento di disperazione tra la spesa dal fruttivendolo e l’appuntamento dal parrucchiere.
Ma nonostante l’evidente improvvisazione, il risultato è stato comunque drammatico: ha terrorizzato le cinque persone che erano nell’agenzia al momento del colpo e poi, come in un domino, creato il panico nella zona intorno a piazza Sforzini quando si è sparsa la voce che una donna armata aveva appena cercato di rapinare la banca e che poi era fuggita a piedi per il quartiere.
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«Stiamo aspettando che le immagini delle telecamere interne vengano estrapolate - spiegano gli investigatori - in ogni caso abbiamo in mano diversi elementi utili alle indagini». I carabinieri dovranno anche risolvere un piccolo giallo: come ha fatto la donna ad entrare in banca con la pistola? Se era un’arma giocattolo l’allarme ovviamente non poteva suonare, ma se fosse stata vera vorrebbe dire che metal detector era fuori uso. «Io sono entrato con il taglierino e niente ha suonato», racconta uno dei clienti.
La registrazione effettuata dal sistema di vedeosorveglianza dovrebbe aver ripreso la rapinatrice che intorno alle 10 di martedì 10 marzo entra dalla porta blindata della banca, al numero 96 di via Del Mare. Come hanno raccontato i dipendenti, una volta negli uffici ha tirato fuori la pistola e ha chiesto di parlare con il direttore dell’agenzia per avere i soldi.
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In quel momento il responsabile dell’ufficio era in un’altra stanza con due clienti, padre e figlia, che dovevano eseguire alcune operazioni legate all’apertura di un conto corrente. La rapinatrice è entrata nella stanza preceduta dalla segretaria del direttore. «Ha tirato fuori l’arma - hanno raccontato Fabrizio e Jennifer Alibrando - e ha chiesto di aprire le casse». Il direttore a quel punto ha cercato di prendere tempo rispondendo alla donna che in quel momento «le casse erano chiuse».
La rapinatrice deve aver perso il controllo della situazione, forse ha visto il suo piano criminale naufragare. E allora ha cercato di arraffare quanto era possibile. A cominciare dai cellulari dei due clienti. «Datemi i vostri telefoni», ha detto a padre e figlia. Ma nella concitazione del momento è riuscita a prenderne soltanto uno. Infine ha cercato di allontanarsi a piedi. «L’ho inseguita - ha raccontato il cliente ai carabinieri - e sono riuscito anche a toglierle il cellulare di mia figlia. Poi però la rapinatrice è riuscita a uscire dalla porta mentre io sono rimasto chiuso dentro».
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È in quel lasso di tempo che Fabrizio Alibrando, commerciante di stoffe al mercato, ha perso il contatto visivo con la donna bandito. Un passante però l’ha inseguita per alcuni metri mentre la donna si dirigeva verso piazza Sforzini, per poi perderla di vista. Sono passati una decina di minuti prima che - intorno alle 10,30 - in via Del Mare arrivassero i carabinieri e un’ambulanza della Svs. Una ventina di militari hanno cominciato a setacciare la zona a caccia della donna, ma senza successo. Mentre il medico e gli infermieri si sono occupati di verificare le condizioni delle persone che al momento della rapina erano in banca.
«A parte una cliente con un leggero choc, nessuno ha subito conseguenze».
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