Gioco
Prg del porto, Nogarin rompe con Rossi
Doveva essere il D-day dell'intesa per arrivare prima al Prg del porto e poi all'Accordo per Livorno al tavolo del governo: la mancata firma da parte del sindaco M5S Nogarin ha dato fuoco alle polveri d'una guerra istituzionale con il governatore Pd Rossi. La Regione fa partire la diffida, il sindaco minaccia il ricorso al Consiglio di Stato
LIVORNO. La striscia di quindici giorni-clou da qui all'ultimo consiglio regionale utile prima di entrare nel "freezer" del "periodo bianco" di fine legislatura si apre con un terremoto: a sorpresa il sindaco M5S di Livorno, Filippo Nogarin, in extremis “congela” la propria firma in calce all'intesa sulla pianificazione indispensabile per il varo del nuovo piano regolatore portuale, atteso da sessant’anni e ormai a un passo dal traguardo. In un pomeriggio che è stato un susseguirsi di colpi di scena.
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ORE 15: FORFAIT DI NOGARIN, NIENTE FIRMA A FIRENZE. Il modo per rendere evidente questo dietrofront non poteva essere più deflagrante del forfait ieri pomeriggio al conclave istituzionale con cui la Regione aveva trasformato un atto burocratico in una cerimonia che ne accrescesse la rilevanza politica: a Firenze, nel quartier generale del governatore Enrico Rossi, la firma a piè di pagina l'hanno messa il segretario generale dell'Authority Massimo Provinciali (su delega del presidente Giuliano Gallanti) e il presidente della Provincia di Livorno Alessandro Franchi insieme agli assessori regionali Vincenzo Ceccarelli e Anna Marson. Il sindaco livornese, no: l'unico a brillare per la sua assenza.
Non sarà stato un fulmine a ciel sereno ma, tanto per dare l'idea del clima, sembra che fossero stati preparati i calici per il brindisi e perfino i comunicati con tanto di dichiarazioni in pompa magna. Inutile dire che il sindaco Nogarin, qualora l'abbia saputo, dev'essersi divertito ancor di più a fare il Giamburrasca…
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Un contrattempo, un disguido tecnico o, forse più realisticamente, uno slittamento tattico nella spigolosa trattativa in cui Palazzo Civico a guida M5S vuol alzare la posta in cambio del proprio sì? Non ci sono conferme ufficiali ma, stando a quanto è stato possibile ricostruire, il sindaco non avrebbe ottenuto dal governatore le garanzie doc che chiedeva perché Rossi sponsorizzasse agli occhi del governo la candidata del Comune livornese M5S (Batini) per il vertice dell’Authority. Peraltro, il fatto che fosse prevista anche la possibilità della firma digitale aveva lasciato qualche speranzuccia: il sindaco labronico aveva ancora un po’ di tempo per sottoscrivere.
Solo che, a quel punto, è andato in pezzi il clima di alleanza istituzionale che, con tanta fatica, era stato creato fra Regione e istituzioni locali per arrivare al varo del nuovo piano regolatore portuale. Basti pensare all’annuncio dell’assessore Simoncini lunedì 2: cinque milioni di euro dalla Regione per la bonifica delle aree ex Delphi-Trw e farne semmai un polo tecnologico, progetto che Nogarin ha molto a cuore.
Del resto, il nuovo Prg portuale è una svolta storica: quello attuale è di sessant'anni fa, quando i container manco esistevano e le tonnellate di merce movimentata erano dieci volte di meno. E poi il Prg delle banchine è il tassello-chiave in vista dell'accordo di programma che, puntando sul porto, dovrebbe essere il motorino d’avviamento di un nuovo sviluppo della città grazie all’accordo con Firenze e Roma.
In ballo è l'acquisizione di un canale di finanziamenti statali soprattutto sul fronte del porto: la realizzazione della Darsena Europa, indispensabile con nuovi fondali più profondi per non restare fuori dalle rotte delle grandi flotte portacontenitori, può contare già sulla decisione della giunta regionale di far partire l'iter per un mutuo da 200 milioni di euro e ha dalla sua la capacità di spesa dell'Authority (che nell'ultimo piano operativo triennale è nell'ordine dei 120 milioni di euro).
ORE 17,15: SINDACATI INFURIATI, STRAZZULLO (CGIL) ACCUSA. Non sono passati neanche dieci minuti da quando il sito web del Tirreno ha dato notizia della mancata firma di Nogarin (e della tempesta che si sta abbattendo su Prg portuale e accordo per Livorno), ed ecco che il leader Cgil Maurizio Strazzullo tuona: «Ci sono stati ritardi in passato? Eccome, Nogarin ha ragione: ma proprio per questo mi posso solo augurare che non si vogliano creare ulteriori ritardi. Occorre in ogni modo che Livorno eviti di perdere questa opportunità: a meno che qualcuno non abbia la faccia tosta di assumersene la responsabilità di fronte a chi il lavoro non ce l’ha o teme di perderlo».
ORE 18,50: IL POST DI NOGARIN E L'ANNUNCIO DELLA REGIONE. Per una singolare coincidenza, nell’esatto momento in cui il sindaco Nogarin pubblica sul proprio profilo Facebook un post sul caso, ecco che la Regione affida alla propria agenzia di notizie l’annuncio della diffida.
ECCO L'ANNUNCIO DELLA REGIONE SU TOSCANA NOTIZIE
È la mancata firma del sindaco a costringere la Regione a «far scattare i poteri sostitutivi»: in pratica, al Comune viene rimproverato di fare melina nell’approvazione della variante anticipatrice indispensabile per arrivare all’entrata in vigore del nuovo Prg portuale. Risultato: «con una lettera firmata dal presidente Enrico Rossi, la Regione ha avviato il percorso formale per la diffida». Il motivo: guai a «perdere tempo con ulteriori rinvii».
#Livorno prporto abbiamo lavorato per percorso condiviso, c'è ancora il tempo perché lo sia @guarducciale @enricoparadisi @fragaz @mberti68
— Gianfranco Simoncini (@GianfrancoSimo1) 9 Marzo 2015Non c’è solo la sberla della diffida. La Regione indica che nel menù c’è anche un protocollo d’intesa che per Livorno significa cinque milioni per la bonifica dell'area ex Delphi-Trw facendone un polo tecnologico, il sostegno a Livorno Smartcity, misure straordinarie per aiutare l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, soldi per la viabilità urbana e per Effetto Venezia. Non solo: nel paniere della Regione relativo all’Accordo per Livorno c’è sì il mutuo da 200 milioni di euro per l'espansione del porto (Darsena Europa) ma anche diecimilioni per il piano di reindustrializzazione più una corsia preferenziale per l’area livornese in tutti i bandi.
E Nogarin? «Da parte del sindaco c’è sempre stata e c’è tutt’ora la massima disponibilità a perfezionare l’iter amministrativo nei tempi e modi stabiliti». Un post dai toni soft che arriva via Facebook in contemporanea alla diffida. Si limita a dire che: 1) il «cronoprogramma di avvicinamento al consiglio comunale» per l’approvazione del Piano regolatore portuale è stato «concordato, a suo tempo, con la Regione Toscana, e prevedeva la conclusione dell’iter entro il 15 marzo»; 2) il Comune di Livorno ha rispettato «tutte le tappe di tale iter» (con consiglio comunale il 13 e 14 marzo così da «consentire alla Regione il rispetto dei termini»). La frecciata arriva quando il sindaco se la prende con Rossi : dice di «aver provato da giorni a contattarlo» (anche «attraverso ii capo di gabinetto Ledo Gori») ma inutilmente: la cosa casca subito dopo un accenno sull’ «ampio ventaglio di accordi a latere». L’accordo si può fare, ho qualcos’altro da chiedere: si può tradurre così?
ORE 20,13: LA SBERLA DI BACCI, SEGRETARIO DI COLLE E LEADER PD. Nell’era dei social la politica si va su Facebook: ecco che il sindaco-segretario Lorenzo Bacci applaude la diffida e dà un pugno al collega M5S livornese: «Se si pensa che si possa continuare a perdere tempo con ulteriori rinvii, evidentemente ci sono concreti problemi di connessione tra la realtà nella quale siamo chiamati ad amministrare e il limbo da campagna elettorale permanente nel quale si è sospesi».
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ORE 21,06: NOGARIN S'INFURIA E SPARA A ZERO SU ROSSI. Poco dopo le 21, a distanza di un paio di ore dal post precedente, il sindaco Nogarin lascia i toni soft e spara cannonate polemiche contro il governatore Rossi: 1) «non si fa trovare al telefono per oltre due giorni giocando a rimpiattino con il sottoscritto»; 2) fa campagna elettorale «a spese di una città che è stata devastata dal Pd».
E la diffida? Nogarin preannuncia che porterà di fronte al Consiglio di Stato questa guerra a colpi di carte bollate. Il sindaco addossa al governatore «tutta la responsabilità politica di quanto sta facendo ancora una volta sulla pelle di una città che ha pagato moltissimo». Ma il finale non è una chiusura blindata: «Mi auguro che Rossi usi il buon senso e voglia riportare l'iter secondo quanto erano gli accordi che noi abbiamo sempre onorato e vogliamo portare a compimento secondo quanto concordato proprio con la Regione Toscana».
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