Il Tirreno

Livorno

Nogarin: "Non bocceremo il piano del porto se Rossi terrà conto delle nostre istanze"

La protesta dei lavoratori in piazza Civica (Marzi Pentafoto)
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La protesta dei lavoratori in piazza Civica (Marzi Pentafoto)

Il sindaco lo ha detto ai lavoratori di Benetti che hanno protestato davanti al Comune. Incontrerà il governatore a Firenze

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LIVORNO.Un nutrito gruppo di lavoratori, sia del porto che del cantiere Benetti, ha manifestato in piazza Civica davanti al Comune, mentre una delegazione sindacale ha incontrato il sindaco Filippo Nogarin. “Una protesta spontanea – spiega Simone Angella (Filt Cgil) – nata dopo che abbiamo letto della mancata firma del protocollo di intesa con la Regione da parte del sindaco. Siamo preoccupati, vogliamo risposte. Vogliamo sapere - aggiunge - perché il sindaco non è andato alla riunione e perché non ha firmato. E vogliamo che si investa sul porto per creare lavoro e per non perdere finanziamenti e risorse per la città". Sindacati e lavoratori sono rimasti a lungo a parlare con Nogarin. "Il sindaco - riferisce Angella - ha assicurato ai lavoratori che, se tutto andrà come prevede, il 13 marzo la variante al Piano strutturale necessaria per il Prg del porto arriverà in consiglio comunale per l’approvazione".

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Poco dopo l’incontro dal Comune è stata diffusa una nota per dire che “da parte del Comune non c'è stata alcuna volontà di bloccare l'iter relativo al piano regolatore del porto, così come convenuto con il presidente Rossi in occasione dei precedenti incontri: avevamo chiesto al presidente della Regione di farsi portatore di alcuni accordi collaterali a latere dell’approvazione del Prp” ma “da giorni Rossi si nega al telefono”. “Noi – si legge - non bocceremo il piano, anche perché siamo consapevoli dei problemi della città, se il presidente della Regione terrà conto delle nostre istanze”.

Il sindaco ha, appunto, rilasciato queste dichiarazioni alla delegazione di lavoratori del porto arrivati a palazzo Civico per avere delucidazioni circa l’iter della variante al Piano strutturale del Comune e alla definizione del Prp e del Masterplan del Piano di indirizzo territoriale (Pit). “Con la diffida – riprende Nogarin - Rossi ha sospeso il percorso intrapreso con il Comune di Livorno. Per questo dobbiamo evitare che la diffida della Regione possa determinare l’interruzione definitiva di tutto il percorso che dovrebbe portare all’approvazione del piano”.

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Concluso l’incontro con i lavoratori, Nogarin ha poi aggiunto: “Siamo davanti a un passaggio epocale per il porto e la città, il Piano regolatore portuale è uno strumento fondamentale per la portualità, atteso da oltre 60 anni, sul quale nei pochi mesi dell’attività di questo consiglio si pretendevano, e subito, tutte le risposte. Questo – aggiunge - si è intrecciato, inevitabilmente, con lo stato di crisi complessa vista la scelta della Regione di puntare, per il rilancio della città, fondamentalmente sul porto”.
“Nei mesi precedenti – riprende Nogarin - nelle commissioni consiliari, sulle questioni delle portualità sono emerse tutta una serie di criticità, dalla zonizzazione al passaggio di alcune aree tra città e ambito portuale, a quell’area di cerniera tra città e porto. Criticità condivise non solo dalla maggioranza della quale faccio parte ma pure da una fetta importante dell’imprenditoria e delle forze sociali. Abbiamo quindi richiesto al presidente Rossi, come detto anche ai lavoratori del porto, di farsi interprete dell’esigenza del Comune di poter tornare, una volta approvato il Prp, a discutere di tali questioni, e di essere quindi garante, una volta individuato il nuovo presidente dell’Autorità portuale, quale che sia il nome che verrà definito dal ministro Lupi in sinergia con il presidente della Regione, che questo iter possa venir garantito”.
“Per questo – conclude Nogarin - avevo cercato senza successo il presidente Rossi nei giorni scorsi. Da qui la scelta, non facile, di non procedere alla sottoscrizione dell’accordo di programmazione, consapevoli che questo passaggio ci sottoponesse ad attacchi”. Che Nogarin definisce “speculativi”. “Così – sostiene - purtroppo è stato”. E torna all’attacco: “L’atto di diffida giunto dalla Regione è per noi un vulnus. Di fronte a scelte di una giunta e una maggioranza, per quanto opinabili che siano, si procede di fatto a un commissariamento, che se da un lato svuota di significato tutto l’iter fin qua seguito dal Comune nel rispetto dei tempi, dall’altro rappresenta l’ingerenza da parte di un’istituzione giunta ormai a fine mandato, e in piena campagna elettorale regionale”. “Riteniamo – conclude - che ci siano ancora tutti i margini per recuperare questo gap, se c’è una volontà comune ad impegnarsi ad affrontare questioni non marginali. Oggi saremo a Firenze, per comprendere le intenzioni del Presidente Rossi, per parte nostra per riallacciare quel percorso che ieri s’è di colpo interrotto”.
 

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