Il Tirreno

Livorno

Porto, il sindaco Nogarin assente alla firma dell'intesa in vista del nuovo Prg

Mauro Zucchelli
Il sindaco Filippo Nogarin
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Il sindaco Filippo Nogarin

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LIVORNO. A sorpresa il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, in extremis sembra aver congelato la propria firma in calce all’intesa sulla pianificazione urbanistica, indispensabile per il varo del nuovo piano regolatore portuale, atteso da sessant’anni e ormai a un passo dal traguardo: è lui l’unico dei soggetti coinvolti a non aver firmato. È da chiarire se si tratti di un no definitivo, anche se c’è chi continua a immaginare un disguido tecnico-procedurale o anche uno slittamento tattico nella spigolosa trattativa in cui Palazzo Civico a guida M5S vuol alzare la posta in cambio del proprio sì. A quanto è dato sapere, è prevista anche la possibilità della firma digitale, dunque il sindaco labronico avrebbe ancora qualche ora di tempo per inserire la propria adesione.

Sta di fatto che alle 15 a Firenze nel quartier generale degli uffici regionali era annunciata la cerimonia della firma congiunta per dare la massima rilevanza politica a quest’atto: la firma in calce l’hanno messa il segretario generale dell’Authority Massimo Provinciali (su delega del presidente Giuliano Gallanti) e il presidente della Provincia di Livorno Alessandro Franchi insieme agli assessori regionali Vincenzo Ceccarelli e Anna Marson. A brillare per la propria assenza, il sindaco livornese: che, detto per inciso, martedì 10 sarà a Roma a tu per tu con il ministro Lupi (per aprire, nel campo del toto-Authority, una nuova sponda di negoziazione scavalcando Firenze in favore della propria candidata Nicoletta Batini?)

Sembra comunque andare in pezzi il clima di alleanza istituzionale che, con tanta fatica, era stato creato fra Regione e istituzioni locali per arrivare al varo del nuovo piano regolatore portuale, atteso da sessant’anni, in vista dell’accordo di programma al quale si sta lavorando fra Livorno, Firenze e Roma. In ballo è l’acquisizione di un canale di finanziamenti statali soprattutto sul fronte del porto: la realizzazione della Darsena Europa, indispensabile con nuovi fondali più profondi per non restare fuori dalle rotte delle grandi flotte portacontenitori, può contare già sulla decisione della giunta regionale di far partire l’iter per un mutuo da 200 milioni di euro e ha dalla sua la capacità di spesa dell’Authority (che nell’ultimo piano operativo triennale è nell’ordine dei 120 milioni di euro). 

 

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