Il Tirreno

Livorno

Livornina a Osmana, è il d-day delle donne

di Rosanna Harper
Livornina a Osmana, è il d-day delle donne

Il sindaco: la nostra città ha bisogno di esempi così. Cepparello: è la riprova che il Paese ha anche grandi madri

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LIVORNO. L’onorificenza più alta della città Osmana Benetti, donna e ex partigiana, l’ha ricevuta nel giorno della Festa della Donna. La cerimonia è stata ospitata ieri mattina nell’aula consiliare di Palazzo Civico.

Una premiazione dall'alto valore simbolico per rendere omaggio all'impegno sociale, politico e civile di questa donna – così apparentemente fragile e minuta eppure così eccezionale – che ha richiamato la partecipazione di molte persone, fra le quali parecchi giovani, che con sentita emozione hanno seguito lo svolgersi della cerimonia contrassegnata anche dal video – realizzato da Luciano De Nigris e Beata Moczydlowska, pubblicato venerdì scorso su www.iltirreno.it – in cui lei e il marito Garibaldo Benifei si raccontano senza retorica.

Avvolta in un completo blu dal quale spiccava il giallo di un ramoscello di mimosa, circondata dall'affetto dei figli, dal calore delle nipoti, dieci donne, sempre vicina, fianco a fianco, al compagno di vita e di lotta, Garibaldo Benifei, Osmana ha ricevuto dalle mani del sindaco Nogarin la più alta onorificenza labronica.

La cerimonia, che ha visto la presenza di numerose associazioni, tra cui Anppia che, cinque mesi fa, si è fatta promotrice della richiesta di assegnazione della Livornina a Osmana, è stata aperta dalle parole commosse della presidente del consiglio comunale, Giovanna Cepparello.

«Questa è una giornata speciale – ha detto – in cui il sindaco conferirà la Livornina d'oro a una donna, ad una partigiana, ad una persona che ha contribuito alla rinascita del paese dopo la guerra, che ha vissuto una vita intensa, con impegno civico e politico». E poi: «Una grande donna che ci ricorda che la nostra Repubblica non ha solo grandi padri, ma anche grandi madri che si sono prodigate prima per liberare la nostra terra dal fascismo, poi per dare corpo alla nostra Costituzione».

Cepparello ha sottolineato che Osmana Benetti durante la guerra ha saputo incoraggiare le altre donne, ricordando loro di guardare in prospettiva, verso il futuro, esortandole all'impegno per la ricostruzione del Paese, alla necessità di avere scuole, case, asili.

«Accanto a una grande donna c'è un grande uomo», ha esordito il sindaco Filippo Nogarin: quella di Osmana è la vicenda di una donna che «ha deciso di dedicare la vita all'impegno civile, all'aiuto per gli altri in un periodo buio del nostro paese, di Livorno». Parlando della partecipazione alla Resistenza antifascista, il sindaco ha indicato in Osmana Benetti «un esempio di vita e di coraggio» e ha rimarcato che «Livorno ha bisogno di esempi così».

Dopo aver richiamato l’attenzione su quanto Osmana si sia battuta per l'emancipazione femminile, il sindaco ne ha ripercorso la vita: da giovanissima, nella distribuzione dei volantini di propaganda antifascista; poi, nel ’43, tra le fondatrici dei Gruppi di Difesa delle Donne su iniziativa del Pci; successivamente, impegnata a Livorno per la costruzione dei primi asili nido in diversi quartieri.

Seguita dal marito, Osmana Benetti con sguardo vivo e attento ha ricevuto l'onorificenza e, con tono pacato ma deciso, ha ringraziato tutti: «Avete dimostrato di essere vicino a me, a quel che è il mio pensiero ed è stata la mia volontà durante gli anni della mia giovinezza». Osmana ha lanciato un messaggio di speranza: «Ci auguriamo che questa amministrazione tenga conto dei desideri e dei valori delle donne livornesi, per fare sì che la nostra città torni ad essere bella, viva, aperta, che sappia cogliere desideri e testimonianze».

La cerimonia si è conclusa con una bellissima versione di Bella Ciao, interpretata dalla banda della Svs: il suono crescente delle trombe e delle percussioni ha accesso il canto del pubblico, tutti in piedi per tenere il ritmo con le mani, inclusi i coniugi Benifei. Sono seguite le classiche foto di rito, quelle di famiglia, un rituale tradizionale, anche per due persone speciali come Osmana e Garibaldo.

«Siamo molto contente per la nostra nonna», hanno detto le nipoti Sabrina e Gaya: «È una cosa stupenda vedere ancora insieme i nostri nonni dopo tanti anni di vita comune". Tiziano e Luca, due giovani presenti in aula, non hanno dubbi: «Osmana e Garibaldo sono due persone da ammirare, da imitare: le loro testimonianze ci insegnano a impegnarci per i valori in cui si crede».

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