Il Tirreno

Livorno

Caso pediatra, genitori in Regione

di Carlotta Nigiotti
Caso pediatra, genitori in Regione

In 50 ieri al sit-in per difendere la giovane dottoressa Irene Pellegrini. L’Asl non risponde ai genitori

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LIVORNO. Cinquanta genitori alla Terrazza Mascagni per difendere la loro pediatra Irene Pellegrini Filippeschi e raccogliere le firme per non mandarla via: superata quota 500. È l’ultima tappa della lotta per il diritto alla salute di tanti bambini, 1100, a cui viene tolta la dottoressa Pellegrini, che ha il contratto con l’Asl 6 in scadenza a fine mese. Così nel pomeriggio di ieri sul mare è stato allestito un sit-in per sensibilizzare maggiormente la popolazione livornese su un tema così delicato: mandare via una pediatra senza una motivazione ritenuta valida, ma soprattutto senza dare una sostituzione.

A gran voce manifestano il loro dissenso di fronte al silenzio dall’Asl, a cui i genitori nei giorni scorsi hanno chiesto un incontro. Lo spiega Michele Bondi: «Ad oggi l’azienda sanitaria non ci ha ancora fatto sapere niente, nonostante l’appoggio del presidente del Tribunale dei Diritti del Malato, Filippo La Marca, che ha provato a mediare per noi ed organizzarci un incontro con l’Asl, ma senza risultati. Un silenzio che ci fa pensare».

Tanti gli interrogativi che vagano invano ed altrettanti sono i genitori che col tempo hanno trovato nella pediatra Pellegrini un punto di riferimento per la cura del proprio figlio. «Le carte in regola noi le abbiamo per pretendere che lo studio di Pellegrini non venga tolto – e carta canta, mostra Veronica Meini – in quanto esiste una formula con cui qualora un pediatra vada in pensione, è fatto un calcolo sulla base del numero della popolazione pediatrica ed il numero di pediatri disposti ad alzare il massimale da cui poi dedurre se c’è carenza di pediatri sul territorio. Dal momento che solo un anno fa Pellegrini è subentrata al posto di una pediatra andata in pensione, com’è possibile che oggi, col tasso di nascite in aumento, questo calcolo non denoti più una carenza?».

«Una pediatra che si dedica a tutti i suoi piccoli pazienti, alle loro paure ed alle ansie dei genitori a 360° –racconta Bondi- Quale pediatra si metterebbe a visitare prima il peluche e subito dopo il bambino per tranquillizzarlo? Gli altri dottori volano il peluche e visitano il bimbo in due minuti o, per far prima, curano per telefono o con passaparola tra segretaria e genitore!».

I genitori iniziano, così, inevitabilmente a trarre le loro conclusioni: «Molti pazienti della dottoressa hanno cambiato medico, affidandosi a lei perché giovane, brava e competente. Ed ora i nostri figli devono essere ripartiti tra questi pediatri? Sarà forse troppo brava e quindi scomoda?».

Decisi a tutti i costi ad avere risposte, i genitori muovono mari e monti, spiega Bondi: «Oggi siamo qua per condividere ad ampio raggio le informazioni e le nostre intenzioni: ci stiamo muovendo a livello comunale, trovando solidarietà da parte di alcuni consiglieri del Pd. Vogliamo iniziare a farci ascoltare dalla politica e sensibilizzarla sul tema, prima a livello comunale poi regionale. Abbiamo infatti mandato delle mail al presidente della Regione Enrico Rossi, all’Ordine dei Pediatri di Firenze ed alla dottoressa Romeo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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