Il Tirreno

Livorno

Il commento - Noi che siamo ancora a lume di candela

Carlo Bartoli

Un silenzio ingiustificabile e irritante avvolge i disagi e le sofferenze di migliaia di persone

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Centinaia di famiglie cenano a lume di candela, utilizzano cibi a lunga conservazione, si scaldano davanti a un caminetto, stendono coperte e pannolani sul letto per ripararsi dal freddo, si spostano in macchina anche solo per ricaricare le batterie dei loro cellulari ed evitare di rimanere isolati dal mondo.

Accade a parecchie centinaia di persone della Montagna pistoiese, a gruppi di abitazioni della collina, a frazioni e borgate della piana tra Pistoia e Prato. Senza contare le utenze elettriche ancora inattive che paralizzano le attività di centinaia di piccole aziende. Uno scenario da giorno dopo la catastofe.

Un silenzio ingiustificabile e irritante avvolge i disagi e le sofferenze di migliaia di persone, come se il fatto di abitare a Ponte dei Bini o a Bardalone basso, a Pracchia o a Pescia, oppure a Cireglio rendesse il disagio meno significativo. Mentre le televisioni pontificano sul fascino perduto di luoghi del cuore, ci sono migliaia di cittadini incavolati neri che non riescono a far sentire la propria voce. Ma com'è possibile giustificare quanto sta accadendo a Ponte dei Bini o a Bardalone basso. Cosa può giustificare chi, a quasi quattro giorni di distanza, non riesce ancora a ripristinare l'erogazione dell'energia elettrica in tante piccole enclave abbandonate a se stesse della Toscana. Come comprendere la superficialità e la disorganizzazione di chi non è in grado di dare i tempi certi di ripristino del servizio, a 72 ore da una tempesta di vento che non assomigliava neppure da lontano a un piccolo uragano.

Enel e Terna, i cui vertici incassano emolumenti da capogiro, proporzionali soltanto alla loro inefficienza, non sanno dire al cittadino di Pracchia o di Marliana se deve chiedere ospitalità a parenti e amici che abitano in zone servite dall'energia elettrica o se devono resistere ancora poche ore, quando finirà questo lunghissimo black out. La riforma del bicameralismo perfetto è una priorità, il futuro della riforma elettorale non ci lascia chiudere occhio, ma ora, a Ponte dei Bini, si chiedono anche se le candele basteranno e se devono far provvista di scatolette e affettati.

Si chiedono anche se c'è qualcuno che si pone il problema di dare a questo bellissimo Paese una rete di infrastrutture degna di una nazione civile, di impedire le aziende che erogano gas, energia, elettricità, comunicazioni a non calpestare i diritti del cittadino (anche di Ponte dei Bini o di Bardalone basso)

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di Redazione web