Il Tirreno

Livorno

«Nozze gay, la trascrizione non è reato», chiesta l’archiviazione

di Federico Lazzotti
«Nozze gay, la trascrizione non è reato», chiesta l’archiviazione

Dopo l’esposto di un cittadino, la Procura di Livorno ha chiuso le indagini e inviato la richiesta all’ufficio gip: il sindaco non ha commesso alcun reato

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LIVORNO. La Procura di Livorno ha impiegato appena quarantatré giorni per chiedere l’archiviazione dell’inchiesta e spazzare via i sospetti di presunti illeciti amministrativi nella trascrizione del primo matrimonio gay all’interno del registro delle unioni civili comunali. «In quell’atto - spiega il procuratore capo Francesco De Leo - non c’è nessuna efficacia costitutiva, ma ha solo carattere certificativo».

A rendere necessaria l’apertura dell’azione penale nei confronti di quell’atto amministrativo, l’esposto denuncia presentato prima di Natale da un cittadino livornese che ipotizzava il reato di abuso d’ufficio da parte del sindaco Filippo Nogarin. Secondo la tesi della denuncia, il primo cittadino, nel momento in cui ha trascritto le nozze di Christian Rocchi e Roberto Rodriguez Perez, il 7 ottobre scorso, dopo il matrimonio tra i due, avvenuto sposati a Las Palmas il primo di agosto dello scorso anno, avrebbe effettuato un illecito. E poco importa se l’atto sia stato poi cancellato dalla giunta pentastellata, dopo il diktat del Ministro dell’Interno Angelino Alfano ai prefetti.

Il fascicolo, rimasto sempre contro ignoti, è stato affidato al pubblico ministero Antonio Di Bugno, che come i colleghi di altre procure, in primis Milano, è arrivato alla medesima conclusione: il non doversi procedere nei confronti del primo cittadino. Nella richiesta di archiviazione, ora nelle mani del giudice per le indagini preliminare, il pm cita - a supporto della sua tesi - una sentenza della Cassazione.

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La trascrizione della nozze sul registro «non dipende - si legge - dalla inesistenza di un tale matrimonio o della sua invalidità ma dalla sua inidonietà a produrre qualsiasi effetto giuridico nell’orientamento italiano». Dunque i matrimoni tra persone dello stesso sesso si possono tranquillamente trascrivere perché alla fine, la loro registrazione non ha, per la legge italiana, nessun valore, e dunque nessun diritto legale. Ma c’è di più. «La circolare del Ministero con la quale è stata disciplinata la materia, e sulla quale si fondano i provvedimenti del Prefetto di Livorno, prevede infatti due possibilità di annotazione: volontaria o coatta e quindi deve escludersi anche la eventuale integrazione del reato di omissione di atti d’ufficio»

Adesso spetterà all’ufficio del giudice per le indagini preliminari decidere se archiviare definitivamente il fascicolo oppure disporre l’imputazione coatta del sindaco. Da parte sua, il cittadino che ha presentato l’esposto può ancora opporsi alla richiesta della Procura entro due settimane dalla notifica della decisione.

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