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Porto, oggi sciopero di 24 ore
Cgil Cisl Uil contro le idee del governo su come riorganizzare il lavoro delle banchine
LIVORNO. Dalle 7,30 di stamani i lavoratori portuali e quelli tecnico nautici di Livorno, così come a Piombino e negli altri porti del Paese, incroceranno le braccia: nel mirino dello sciopero nazionale indetto dalle sigle di categoria Cgil Cisl Uil contro le politiche del governo Renzi sul lavoro portuale.
L'incontro di martedì scorso al ministero non ha avuto l'esito sperato ed a nulla è servito il tentativo di rassicurare i sindacati: «Vogliamo che i nostri porti siano più competitivi ma questo non deve avvenire sulle spalle dei lavoratori», dice convinto il segretario regionale Uiltrasporti Gianluca Vianello («invece il governo sembra andare proprio in questa direzione»).
I sindacati dicono che, sotto il confusionario cielo della riorganizzazione portuale, in concreto sul tavolo del ministerovi sono «solo alcune proposte», visto che è lo stesso ministero a dire alle organizzazioni dei lavoratori di non avere ancora alcun testo sul quale confrontarsi: tra le ipotesi (giudicate «singolari») la costituzione di una sola Autorità portuale che guidi tutti i porti italiani e l'idea di mettere a capo dei due corridoi marittimi (Tirreno e Adriatico) le Port Authority di Genova e Trieste, trasformando tutte le altre in società per azioni. Per i sindacati sono «proposte folli» che «rivelano l'assenza di un vero piano nazionale sui porti e non considerano il disegno europeo delle reti Tent-T che riconoscere al porto di Livorno grande importanza strategica».
Poi c'è la questione lavoro: il ministro Lupi dice che tutto questo non sarà nella scia del “decreto concorrenza”. «Oltre all'abolizione dell'articolo 17 che porterebbe con sé vistosi allentamenti alla formazione e alla sicurezza di chi lavora in porto, si intravedono aperture all'appalto selvaggio e al ribasso tariffario senza freni», spiega Simone Angella di Filt Cgil.
La ricetta del governo per modernizzare i porti sembrerebbe dunque quella delle liberalizzazioni: «Ma – dice Agostino Salza (Filt Cgil) – ci sono settori che non possono essere lasciati in mano al mercato: i servizi tecnico nautici, che molto hanno a che fare con la sicurezza dei porti e delle città che li ospitano».
Lo sciopero sarà di 24 ore per i lavoratori portuali e di 12 per quelli dei servizi tecnico nautici: «Chiediamo un confronto vero con il ministro, che finora ha incontrato armatori, imprese, grandi esperti ma neanche un lavoratore».
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