Il Tirreno

Livorno

«Non ho casa né lavoro, aiutatemi a ricongiugermi con la mia famiglia»

di Lara Loreti
«Non ho casa né lavoro, aiutatemi a ricongiugermi con la mia famiglia»

L’appello di un giovane padre, più volte sfrattato, costretto a vivere separato dalla compagna e dal bimbo di tre mesi

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LIVORNO. Lei, 32 anni, con il bimbo di tre mesi, è ospite in una struttura gestita dai servizi sociali a Montenero. Lui, 27 anni, non ha un tetto sulla testa né un lavoro. E non può vivere con la sua famiglia. Il suo unico desiderio è ricongiungersi con compagna e figlio. Ma per far questo deve trovare un’occupazione. Il suo è un appello accorato: «Aiutatemi a trovare un lavoro così potrò pagare un affitto e vivere dignitosamente con le persone che amo di più al mondo».

A parlare è Aleandro Sardi, giovane livornese originario della Capraia, dove ha vissuto 15 anni. Un passato da giardiniere, muratore e titolare di un banco al mercato centrale. Lei è Rosa Lidia De Angelis, originaria del Cile: una storia difficile alle spalle. La giovane è stata adottata da una famiglia romana quando aveva 6 anni. Poi, a 16 anni, dopo una serie di incomprensioni con i suoi, ha deciso di andare via di casa. I due si sono conosciuti due anni fa su facebook. «Io sono andata a Roma a conoscerla e mi sono innamorato - dice Sardi - Così ho deciso di portarla con me a Livorno e lei ha subito accettato». La storia d’amore ha preso il via e i due hanno messo al mondo Nicolas, un bimbo dolcissimo, che cercano di accudire al meglio, pur tra mille difficoltà. Aleandro ha perso il lavoro al mercato: «Non ce la facevo a portare avanti il banco, troppe spese - racconta - e da allora è precipitato tutto».

Inizia così per i due innamorati un’odissea da una casa all’altra, in condizioni sempre più precarie. «Io stavo con mia madre in via Strozzi, ma da lì ci hanno sfrattato. E così io e Rosa Lidia ci siamo rivolti al comitato ex caserma occupata, che ci ha sistemato in via Firenze, dove siamo rimasti per un anno. Ma poi, quando lei è rimasta incinta, la situazione s’è complicata. Da via Firenze siamo andati via e il comitato ci ha consigliato di recarci a Coltano, dove c’erano delle case della Regione da poter occupare. Noi, nella disperazione, siamo andati lì, solo che, dopo un paio di settimane, sono venuti i carabinieri che ci hanno mandato via. A quel punto l’unica scelta è stata sistemare lei. I servizi mi hanno detto che per me non ci sono chance finché non troverò lavoro. Il nostro caso è seguito anche dal tribunale dei minori di Firenze, ma per ora non c’è niente da fare. Non è giusto: io voglio stare con la mia famiglia. Intanto ho preparato i fogli per sposare Rosa Lidia. Spero tanto di trovare lavoro. Aiutetemi». Chi volesse dare una mano ad Aleandro può contattarlo al 370-1295263.

 

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