Il Tirreno

Livorno

alla goldonetta

Imposimato esalta Ciampi: difendeva la Costituzione

di Giulio Corsi
Ferdinando Imposimato col sindaco Nogarin alla Goldonetta
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Ferdinando Imposimato col sindaco Nogarin alla Goldonetta

La giornata livornese del presidente onorario della corte di Cassazione: «Mattarella rinvii alle Camere le leggi incostituzionali come faceva Ciampi»

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LIVORNO. «Un giorno, prima o poi, arresteranno anche me. Ma io non smetterò mai di dire quello che penso e di sostenere i miei amici della Val di Susa, che sono persone per bene: perché l’alta velocità in Italia è un tangentificio ed è dal 1996 che io ho informato il parlamento degli imbrogli che vi stanno dietro e che sottraggono alla scuola pubblica, alla sanità pubblica, ai disabili, ai disoccupati involontari, ai senza casa, a tutti i cittadini italiani enormi somme di denaro che potrebbero essere destinate al bene della gente». La quarta volta negli ultimi otto mesi di Ferdinando Imposimato a Livorno è tutta incentrata sulla legalità.

Il presidente onorario della Corte di Cassazione - sostenuto dal Movimento Cinque Stelle nell’elezione a presidente della Repubblica - ha passato l’intera giornata in quella che da quasi un anno è diventata città-simbolo ma anche laboratorio del grillismo. Accolto alla stazione dal sindaco Nogarin, Imposimato ha incontrato la mattina gli studenti del liceo classico nell’aula magna del Niccolini e nel pomeriggio ha parlato invece a circa 150 persone, la maggiorparte appartenente all’orbita 5S, accorse alla Goldonetta.

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«Si parla spesso di legalità, ma spesso lo si fa a sproposito - ha detto Imposimato -. Certo le rapine, i furti sono reati allarmanti, ma c’è una legalità diversa dal codice penale, è quella costituzionale. La Costituzione dovrebbe essere il punto di riferimento per i cittadini e per i legislatori e invece spesso vengono formulati provvedimenti normativi e leggi in palese violazione costituzionale. E poi la dichiarazione di incostituzionalità arriva magari con 10 anni di ritardo, come è accaduto con la legge elettorale».

«Abbiamo presentato in parlamento una riforma che prevede che alla Corte Costituzionale si acceda attraverso la petizione dei cittadini, così come accade in Francia o in Germania, ma l’emendamento è stato bocciato dalla maggioranza», sottolinea Imposimato rivolgendosi al popolo grillino.

C’è stato anche un omaggio a Livorno, che il pubblico in sala, per la verità, non ha colto rispondendo in maniera gelida: «La Costituzione dà al presidente della Repubblica la possibilità di rimandare le leggi alle Camere come dice l’articolo 74 - ha ricordato Imposimato -. Ebbene il presidente Mattarella ne faccia uso di quell’articolo 74, come spesso ne ha fatto uso una persona che da queste parti dovreste conoscere molto bene: Carlo Azeglio Ciampi». Anche per l’enfasi con cui aveva formulato la frase, probabilmente si aspettava un applauso, Imposimato, verso il livornese più illustre della storia repubblicana. E invece il popolo grillino è rimasto glaciale: in sette hanno timidamente applaudito. Gli altri in silenzio.

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Imposimato tuttavia ha continuato a tessere le lodi di Ciampi: «Carlo Azeglio è un caro amico - ha ricordato - ci siamo conosciuti quando mi telefonò per dirmi che condivideva un articolo che avevo scritto sull’Unità contro il conflitto di interessi e la concentrazione dei canali televisivi. Ma al di là dell’amicizia, è un presidente che ricordiamo per il suo rigore nel rinviare alle Camere ogni legge che trovasse contro la Costituzione. Eppure non mi pare che Ciampi sia un anarchico no Tav».

Il tema della legalità nella Costituzione, si è intrecciato al «diritto al lavoro, allo studio gratis, alla giustizia accessibile, alla tutela dell’ambiente e delle uguaglianze dei cittadini davanti alla legge, che invece vengono quotidianamente violate da leggi che aiutano i potenti e lasciano sguarniti i lavoratori come ha fatto lo Sblocca Italia».

Giulio Corsi

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