Il Tirreno

Livorno

NUOVA STAZIONE MARITTIMA: ALT DALL’OSSERVATORIO TRASFORMAZIONI

«Variante Prg, sì allo stralcio anti-speculatori»

Gangemi: la Darsena Europa è lo specchietto per far passare la cementificazione

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LIVORNO. «È evidente che il vero obbiettivo, dietro lo specchietto della Darsena Europa, è il raddoppio della Porta a Mare nella nuova Stazione Marittima, che ingloba anche la Fortezza Vecchia». L’Osservatorio Trasformazioni Urbane torna alla carica sulla variante anticipatrice del Comune relativa al Prg del porto: lo fa con un intervento di Paolo Gangemi che punta il dito contro il fatto che «nella tipologia commerciale si passa da 3.500 metri quadri a 12.500, il terziario passa da 20.000 a 22.000 netro quadri il turistico ricettivo da 10.000 a 11.000 metri quadri mentre i servizi pubblici decrescono da 76.000 a 55.000 metri quadri».

È per questo che Gangemi chiede al consiglio comunale di «stralciare» dalla variante «le aree di fronte porto limitatamente agli ambiti 5C1, 5C2, 5C3, 5C4» perché è solo confermando l'attuale destinazione che si evitano «nuove inutili cementificazioni», permettendo all'Autorità Portuale per la parte restante di «continuare lo sviluppo del porto con la Darsena Europa così come previsto nel Prg portuale».

Gangemi mette nel mirino la variante anticipatrice così com’è: «Di tutto si può dire – afferma – salvo che abbia attinenza con le questioni cruciali per il porto, quali il problema degli alti fondali e della Darsena Europa, la logistica, l'operatività, il trasporto merci e passeggeri, la riorganizzazione in terminal specializzati».

L’esponente dell’Osservatorio va all’attacco anche sul fronte della Bellana: «È un progetto lanciato alla fine degli anni 70, giunto all'approvazione a metà degli anni 80, criticato all'epoca dalla grande maggioranza, che oggi riaffiora come un inquietante fantasma». Al contrario, la realizzazione del porto Mediceo (che «doveva costituire il cuore pulsante della Porta a Mare») viene «continuamente bloccata e procrastinata con miope ostruzionismo».

Il cuore della questione, secondo Gangemi, è il fatto che «lo spostamento di territorio comunale già normato, dall'ambito comunale a quello portuale» è servito «a creare la necessità di fare una variante». Più precisamente: « l'area della Bellana, la Porta a Mare (area ex cantiere) e la Fortezza vecchia, declassata a Terminal dentro la stazione marittima». Eppure – dice – gli obiettivi primari del porto, «almeno quelli dichiarati», erano «la Darsena Europa e i miglioramenti per la logistica con interporto, aeroporto e area retro portuale, e non certo la speculazione edilizia fronte mare».

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di Redazione web