Sicurezza
Squadra che perde si cambia
Ecco un intervento di Pasquale Lamberti, candidato della lista Lenzi
La significativa , anche se limitata nei numeri, affermazione di Alberto Lenzi consente alcune riflessioni. Intanto bisogna partire dal fatto che si tratta di un personaggio davvero nuovo nello scenario politico livornese, dentro e fuori il partito. Lui ed il suo gruppo, a dimostrazione di questa novità, non hanno esitato ad assumere posizioni esplicite ed anche coraggiose.
Non ci siamo messi a fare i conti con gli equilibri esterni ed interni di una stagione ormai deludente per tutti. Siamo andati oltre. Per questo ci siamo rimasti tutti molto male quando qualcuno, addirittura un suo concorrente, ha colto l'occasione di un endorsement fuori dagli schemi di un gruppo di lavoratori, per attaccarlo duramente sul piano personale, con insinuazioni e calunnie. Ecco il segno che Lenzi era fuori dai giochi come se li immaginava qualcuno.
Del resto, analizzando i risultati , la difficoltà a portare a votare i livornesi alle primarie del Pd, parlo dei livornesi che non sono dentro le nostre vicende interne e sono stanchi di tutto questo, è stata evidentissima a tutti ed è il dato principale da cui partire, per capire davvero la città e non solo arrampicarsi sulle intese possibili o meno tra questa o quella corrente.
Rimanere ancorati al parlar chiaro ed al coraggio di esprimersi su fatti e persone, con valutazioni politiche che sono quelle di un cittadino qualsiasi e non di un addetto ai lavori di questa nostra stagione politica, rappresenta a mio parere il punto. Affermare che la squadra che perde si cambia, per fare un esempio, diventa allora una semplice ma dirompente verità che chiunque frequenti uno stadio o veda una partita alla tv condivide da sempre. E poi non affidarsi sempre e comunque a qualche salvatore della patria, venuto dalla luna, come è successo sul porto, ma valorizzare le energie migliori che questa città ha espresso ed esprime, non è segno di provincialismo, ma di un legittimo, sacrosanto e fino a qualche anno fa normalissimo orgoglio cittadino.
Lenzi lo ha detto con chiarezza, pensando a chi che per essere apprezzato deve andare lontano da qui. Non ne possiamo più di unti da chissà dove, magari decrepiti, che vengono da queste parti ad insegnarci l'acqua calda e che magari rispondono a gruppi di potere non meglio identificati, ma che tutti immaginano. Ecco, Lenzi, con il suo gruppo e la sua novità, può essere un contributo importante ad un rinnovamento, di contenuti e di metodo, che non sia un ornai stantio riciclaggio sotto mentite spoglie. Può fare la sua parte seriamente e spero proprio che le parti più responsabili ed innovative del partito lo capiscano e glielo consentano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google