Sicurezza
«Il Comune deve acquistare l’ex Caserma»
LIVORNO. Oggi pomeriggio gli attivisti dell’ex Caserma Occupata saranno nerll’aula consiliare di Palazzo Civico. La loro è una mobilitazione in occasione della presentazione di due documenti da parte...
LIVORNO. Oggi pomeriggio gli attivisti dell’ex Caserma Occupata saranno nerll’aula consiliare di Palazzo Civico.
La loro è una mobilitazione in occasione della presentazione di due documenti da parte di Grillotti (M5S) e Cannito (Città Diversa). Mettono sott’accusa il fatto che la giunta Nogarin non voglia acquisire dal Demanio la struttura dell’ex Caserma di via Adriana: l’indizio – affermano – è il fatto che « l'assessore Lemmetti, presentando il piano di acquisizioni di beni immobili del demanio in commissione bilancio, non menzionava l'edificio dell'Ex Caserma». Dietro, a loro giudizio, c’è una valutazione di un « vecchio studio»: rimettere a norma questo edificio «costerebbe circa 10 milioni di euro» e tale cifra sarebbe «reputata eccessiva».
Ma per i giovani dell’ex Caserma bisogna tener presente che la soluzione può essere l’auto-recupero (con «la possibilità di rimessa a norma di edifici pubblici abbandonati da parte degli occupanti, a seguito della creazione di una associazione o cooperativa, e che è largamente utilizzata in tantissimi comuni italiani, oltretutto a costi nettamente inferiori da quelli previsti dall'assessore».
Ma quel che interessa all’ex Caserma è «impedire che uno spazio pubblico così importante finisca nelle mani dei privati».
«Con tutta probabilità fra qualche anno (che siano 5, 10 o 15 non importa), l'immobile – affermano – verrà messo all'asta dal demanio per far cassa e probabilmente venduto a un privato che deciderà quando costruirvi case nuove o fondi commerciali, incassando i profitti della speculazione (un bene immobile del demanio comprato all'asta ha un costo irrisorio di fronte all'incasso derivante dalla vendita di appartamenti privati o fondi commerciali di un'area come quella)».
I militanti sostengono questa lotta perché – tengono a sottolineare– che, senza la Caserma Occupata, «il comune e tutta la città perderebbero così l'ennesima occasione per sviluppare percorsi attivi nel sociale in un momento di crisi generalizzata come questo».
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