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Livorno

Medicina Democratica: alt agli affari sui fanghi dei dragaggi

LIVORNO. Medicina Democratica punta il dito contro lo «sconfortante silenzio delle autorità comunali e dell' Arpat in merito alla gestione dei fanghi portuali e di quelli dragati nella...

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LIVORNO. Medicina Democratica punta il dito contro lo «sconfortante silenzio delle autorità comunali e dell' Arpat in merito alla gestione dei fanghi portuali e di quelli dragati nella ristrutturazione del porto e della foce dell' Incile». A dirlo sono Maurizio Marchi e Ruggero Rognoni segnalando che che «i cittadini hanno il diritto di sapere che fine faranno le enormi quantità dei fanghi rimossi, come saranno bonificati e dove saranno collocati: una valutazione ambientale sarebbe il minimo dovuto».

Gli esponenti di Medicina democratica si dicono «esasperati dalla mancanza di risposte funzionale solo agli interessi "tossici" di Confindustria». A loro giudizio, i fanghi di dragaggio devono essere «inertizzati in terra, senza appalti milionari, con la piena tutela dei lavoratori addetti alle operazioni e sotto un controllo pubblico serio».

Marchi e Rognoni ricordano che nel maggio 2012 si era «trionfalmente parlato della possibilità di bonificare milioni di metri cubi di fanghi di dragaggio delle aree portuali con le radici di particolari piante» o anche di «spargere i medesimi come fertilizzanti in agricoltura, il tutto a basso costo e con la felicità delle amministrazioni locali». Medicina Democratica avverte che «sulla bonifica dei fanghi di dragaggio ne abbiamo sentite di tutti i colori in questi anni». Con un’unica certezza: l' Ispra (Istituto superiore per la ricerca ambientale) dice che «la bonifica di un metro cubo di fanghi avrebbe un costo di circa 200 euro: fanghi con all'interno sostanze pericolose ed in particolare metalli pesanti, sostanze inquinanti, cancerogene e mutagene (composti organostannici tra cui Tbt)». Marchi e Rignoni parlano di «un affare enorme»: tant’è vero che «a Livorno i luminari e gli interessati del settore si sono trovati nei giorni scorsi a discuterne in un convegno». E aggiungono: «Non è la prima volta che vengono tenuti convegni (all'oscuro dei cittadini) per trovare il modo per lucrare sulla rimozione e bonifica dei fanghi».

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