Il Tirreno

Livorno

Il fu Virgilio Marchi: scenografo di Pirandello Un’esposizione dedicata all’architetto e costumista

di Roberto Riu
Il fu Virgilio Marchi: scenografo di Pirandello Un’esposizione dedicata all’architetto e costumista

che nel cinema lavorò con Visconti, Rossellini e De Sica

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COLLESALVETTI. Architetto, scenografo e costumista livornese, Virgilio Marchi ha ricoperto, con la sua attività eclettica, un ruolo importante nel panorama progettuale ed artistico italiano: una caratura rilevante ed ampiamente riconosciuta che, a centoventi anni dalla nascita, trova una ulteriore riconferma nella mostra a lui dedicata che sarà inaugurata domani alle 17, presso la Pinacoteca comunale Carlo Servolini di Collesalvetti dove resterà aperta fino al 9 luglio. L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Fondazione Livorno, è stata presentata ieri mattina nella Sala consiliare del Comune di Collesalvetti con l'intervento di saluto del sindaco Lorenzo Bacci e la partecipazione della curatrice della rassegna, Francesca Cagianelli, oltre che di Emanuele Barresi, Giuseppe Ranucci e Marco Sisi, che nelle settimane prossime con letture, conferenze ed interpretazioni, doneranno fisicità alle opere di Virgilio Marchi qui esposte: sono in tutto una cinquantina fra progetti architettonici e bozzetti per scenografie e costumi teatrali che provengono dal “Massimo and Sonia Cerulli Archive” di New York.

Intitolata “Virgilio Marchi 1895-1960. Lo stile del movimento dal dinamismo plastico all'architettura lirica”, la mostra propone una carrellata delle opere dell'architetto livornese, che è stato protagonista indiscusso della seconda stagione del futurismo italiano, sempre sensibile all'insegnamento del pittore, scultore e scenografo torinese Giacomo Balla e costantemente vicino al poeta, scrittore e drammaturgo Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del movimento futurista il cui manifesto fu pubblicato il 20 febbraio 1909 sulla prima pagina del quotidiano parigino Le Figaro. L'incarico presso la Casa d'arte Bragaglia lo porterà, a partire dagli anni '20, anche a collaborare come scenografo accanto a personalità del calibro di Luigi Pirandello, Massimo Bontempelli e Bruno Cicognani. Risale invece a 1935 il suo ingresso nel mondo della cinematografia dove applica anche qui la sua vena futurista. In qualità poi di costumista dalla sua matita usciranno, fra l'altro, i bozzetti per il film “I condottieri” (1937) o per “La corona di ferro” (1941). La sua attività di scenografo vedrà inoltre la collaborazione con Alessandro Blasetti (“La cena delle beffe” e “Salvator Rosa”), con il neorealismo di Roberto Rossellini (“Europa 51”, etc.) e con Vittorio De Sica (“Umberto D”, “Stazione Termini” e “L'oro di Napoli”). Nel frattempo Virgilio Marchi ha proseguito anche nell'attività di architetto: nel 1924 collabora, ad esempio, alla realizzazione del Teatro Odescalchi in piazza Santi Apostoli a Roma, voluto dalla Compagnia del Teatro d'Arte di Luigi Pirandello, mentre è del 1926 il progetto di parziale risistemazione del Teatro San Marco di Livorno, del 1933 quello per la sistemazione del Teatro Argentina a Roma e nel 1936 figura fra gli ammessi al primo grado del concorso per il Palazzo del Littorio in Roma ed elabora uno studio per sistemare la Fortezza medicea di Siena. Del 1943 è inoltre il suo disegno per la ricostruzione del Teatro Politeama a Livorno. Risale infine al 1952 il progetto del cinema Odeon, un magnifico complesso destinato a divenire con i suoi 2500 posti la più grande sala cinematografica livornese ed una delle più vaste in Italia: dando vita ad un lungo strascico di polemiche l'edificio è stato poi, nel 2007, trasformato in un parcheggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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