Italia
Giannini: «Pensate ai veri sprechi»
Il prof boccia il sabato libero e segnala termosifoni accesi anche quando fa caldo
LIVORNO. Il professore regista Lamberto Giannini, insieme al collega Maurizio Sciuto è stato uno dei primi docenti a scendere in capo contro la settimana corta. «Vergognoso. Il governo degli slogan sulla "buona scuola" taglia pesantamente i bilanci delle amministrazioni provinciali, proclamando che questa misura porterà soltanto all'eliminazione degli sprechi. E qual è una delle prime misure di austerità adottate dalle Province? Tagliare il riscaldamento delle scuole superiori per un giorno alla settimana... Il termosifone nelle aule in cui si formano i nostri figli come uno degli sprechi da eliminare in Italia» tuonano Giannini e Sciuto.
«Certo - continua Giannini - , lasciare al freddo gli alunni per un giorno alla settimana non sarebbe bello. Per questa ragione gli amministratori locali, colti da un sussulto di umanità, hanno chiesto ai dirigenti scolastici (che peraltro non hanno poteri decisionali in materia) di compattare l'orario settimanale in cinque giorni». Una scelta che per Giannini ha dell’incredibile: «Una delle scelte più importanti per il buon funzionamento del servizio scolastico - la modulazione dell'orario delle lezioni - viene sottratta agli organi competenti e viene imposta per decreto dal primo amministratore di passaggio. Motivazione: fare cassa sul consumo di gas. Quando da anni si denunciano gli assurdi sprechi nella gestione provinciale dei riscaldamenti, tenuti accesi anche quando a Livorno i bimbi, usciti di scuola, vanno a fare un tuffo al moletto di Antignano... ».
«Bisogna poi dire - aggiunge Giannini - che l'organizzazione dell'orario scolastico è una materia estremamente delicata, perché incide sulla distribuzione del carico di lavoro giornaliero degli alunni e interferisce con gli impegni extrascolastici degli studenti e delle famiglie. E vi ricordiamo che - a differenza di quanto avviene nei paesi europei in cui l'insegnamento è strutturalmente predisposto su cinque giorni, con servizi mense, tutors ecc. - in Italia il curriculum delle scuole superiori è stato progettato per una settimana di sei giorni». Da decenni i docenti e le altre componenti degli organi collegiali delle scuole hanno il potere di scegliere la "settimana breve: «Se nella maggior parte dei casi non lo hanno fatto, non è per convenienza, ma per senso di responsabilità. Aggiungiamo - spiega Giannini - che nessuno di noi ha preclusioni "ideologiche" nei confronti di questa soluzione, Nella scuola in cui insegniamo, ad esempio, abbiamo lasciato alle famiglie dei nuovi iscritti la possibilità di richiedere la settimana breve. Opzione, a dire il vero, che finora è stata scelta solo da pochi genitori.»
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