Il Tirreno

Livorno

Di Gennaro esce di scena Cercasi guida per l’Aamps

di Mauro Zucchelli

Il Comune dice sì a un periodo di “sospensione” per l’amministratore unico L’ex municipalizzata affidata provvisoriamente al presidente dei revisori

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LIVORNO. Svolta al timone dell'Aamps: finisce l'era di Marco Di Gennaro, che era arrivato nell'agosto scorso sull'onda di una "sponsorizzazione" entusiastica da parte del sindaco pentastellato Filippo Nogarin («sarà il nostro Steve Jobs»), ma presto aveva dovuto vedersela con la durissima vertenza con gli spazzini Cooplat e con la difficoltà di far quadrare i conti dell'ex municipalizzata in affanno.

Ancora non c'è un comunicato del Comune ma, interpellate dal cronista al riguardo, fonti ufficiali di Palazzo Civico confermano l'intenzione di «arrivare a una sospensione» dell'attuale amministratore unico. E se di «sospensione» si tratta, non viene precisato però fino a quando: dunque, si direbbe alquanto improbabile che la cosa possa concludersi con il rientro di Di Gennaro al vertice dopo un periodo di pausa.

IL REBUS DEL SUCCESSORE

A chi andrà in mano ora l'Aamps? Il rebus è tutto da sciogliere: il nome ancora non c'è o comunque il sindaco lo tiene ben coperto.

Ma, non essendoci più Lorenzo Fommei come direttore e se adesso Di Gennaro fa la valigia, il sindaco deve comunque trovare qualcuno che prenda immediatamente in mano la gestione operativa anche quotidiana di una azienda pubblica al 100% di proprietà del Comune di Livorno. Ecco perché – come confermato da Palazzo Civico – viene affidata provvisoriamente ai sindaci revisori, in particolare al presidente Francesco Carpano; nel collegio anche Patrizia Del Tredici e Alessandro Carrara (con Vittorio Morelli e Maria Luisa Marinari come supplenti). Tutti, ad eccezione di Del Tredici, nominati il 24 maggio scorso, alla vigilia del primo round del voto che ha determinato il cambio alla guida dell'amministrazione municipale.

Secondo quanto sostengono i più stretti collaboratori del sindaco Nogarin, resta «immutata la stima personale» per Di Gennaro ma quest'ultimo avrebbe già segnalato da settimane la difficoltà di reggere la situazione dal punto di vista dello stress mentre il Comune ha bisogno di un “traghettatore” forte per affrontare il passaggio che porterà l'Aamps all'interno di Reti Ambiente, la grande realtà dei rifiuti che raggrupperà in un unico soggetto ben 23 ex municipalizzate di un centinaio di municipi.

SUL RING CON MARZOVILLA?

Problemi di coesistenza fra Di Gennaro e il super-consulente Andrea Marzovilla? Da Palazzo Civico si respinge al mittente l'indiscrezione che riferisce di scontri fra i due. E adesso che Di Gennaro sta uscendo di scena, si tende comunque a perimetrare il ruolo di Marzovilla: una figura a termine – viene sottolineato – e con il compito non di gestire l'azienda bensì di non aiutare a disegnare il percorso per far integrare al meglio l'Aamps dentro la nuova maxi-azienda sovraprovinciale.

GUAI A SBAGLIARE ANCORA

Il sindaco Filippo Nogarin non può permettersi un'altra mossa sbagliata.

Da un lato, questo è un tassello fondamentale del puzzle M5S per l’attenzione che i Cinque Stelle vogliono dimostrare sul fronte dell’immondizia: se per ogni amministrazione locale la raccolta dei rifiuti è un servizio a forte impatto nel rapporto con i cittadini, lo è ancora di più nella strategia grillina il cui elettorato chiede ovviamente efficienza nello svuotare i cassonetti ma è anche particolarmente sensibile a temi come la raccolta differenziata, l'inceneritore e la tutela ambientale. Difficile credere che una giunta M5S possa permettersi di tornare indietro rispetto, ad esempio, al programma di raccolta porta a porta deliberato da Cosimi.

Dall’altro, tutto questo rischia di pesare come un macigno sui conti tanto dell’Aamps quanto del Comune: l’ex municipalizzata è talmente in sofferenza finanziaria da aver fatto imbufalire le piccole imprese artigiane fornitrici che vedono slittare i pagamenti; l’assessore al bilancio si vede costretto a spremere soprattutto le famiglie con standard mai visti in fatto di pressione fiscale.

È un mix che impone a Palazzo Civico di fare presto e bene; ma intanto c’è da trovare una nuova “testa” per l’Aamps.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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