Il Tirreno

Livorno

IL GIORNO DELLE DONNE

"L'8 marzo non è una festa", la pizzeria chiude. Ma lo spogliarellista replica: "Una serata lontane dai mariti in ciabatte"

Cristiana Grasso
Andrea e Alina, compagni nella vita e nel lavoro: sono i titolari della pizzeria Lo Squalo a Montenero
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Andrea e Alina, compagni nella vita e nel lavoro: sono i titolari della pizzeria Lo Squalo a Montenero

A Livorno rimbalza su Facebook l'annuncio dello Squalo, pizzeria di Montenero, che rifiuta la ribotta. Il web applaude ma lo stripman non è d'accordo.

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LIVORNO. Niente menù a tema, mimose sui tavoli e saletta popolata solo da signore in libera uscita. A costo di rimetterci parecchi soldini il ristorante pizzeria di “Lo Squalo”, poche centinaia di metri prima di piazza delle Carrozze, l’8 marzo resterà chiuso. Lo annunciano i coraggiosi gestori e proprietari, una coppia, su Facebook, e le motivazioni sono puramente etiche: “Saremo chiusi in rispetto a tutte le donne, che hanno sudato sangue per avere della dignitosa libertà di vivere. No alla festa commerciale! Noi abbiamo deciso di restare chiusi in segno di rispetto a tutte le donne!”.

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A prendere questa decisione è stata la proprietaria, Alina. E Andrea, suo marito ma anche compagno di lavoro, alla fine ne è stato entusiasta. «Io condivido pienamente la scelta sotto il profilo morale - spiega - ma devo dire che avevo fatto un po’ di resistenza. Io sono un commerciante, lavoro in questo settore da anni, e il commerciante che è in me suggeriva che era assurdo rinunciare ad una serata di incasso sicuro. Infatti lo scorso anno, non senza discussioni tra noi, abbiamo tenuto aperto»,

Quest’anno però Alina si è impuntata. E ora è orgogliosa di questa scelta: «Io odio l’8 marzo vissuto come festa, al mio paese d’origine, la Romania, è una data che celebriamo con solennità. Un’occasione per riflettere sulla condizione della donna, certo, e per ricordare quelle operaie morte nella fabbrica tanti anni fa, una data alla quale si legano i movimenti per l’uguaglianza. Insomma una giornata di lotta e riflessione, non una serata “a comando” in cui si esce “tra donne” e finisce lì».

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E alla fine Andrea si è convinto: «Stimo molto Alina per la sua chiarezza di idee, per il suo rigore. E sono convinto che sia giusto così. Soprattutto in un momento come questo, in cui sembra che si stia tornando indietro: il fenomeno del femminicidio, le mortificazioni alle quali tante donne vengono sottoposte soprattutto in certe zone del mondo... E sono contento di aver ricevuto un grande sostegno da clienti e amici». Su Facebook e sul gruppo “Sei Livornese se” ma anche sulla bacheca di Andrea, i commenti, decine, alla decisione di chiudere l’8 marzo sono tutti positivi. “Era l'ora. Tanto tempo fa se facevi notare queste cose ed altre ipocrisie simili, ti spellavano. È un inizio, ma temo che la strada perché i maschietti inizino davvero a sforzarsi di incontrare il mondo femminile comprendendone finalmente le esigenze sia lunga - scrive Giovanni - . Manca l'educazione, ognuno si deve arrangiare con i propri mezzi e, soprattutto, metterci un po' di buona volontà. Discorso lungo. Ancora oggi mi capita, se discuto il comportamento di persone di genere femminile, di sentir concludere con la frase più stupida del mondo, "sono donne...".

Lodevole iniziativa controcorrente, quella dello Squalo e pure costosa in termini economici. Tanto di cappello. Una volta tanto si vede qualcuno che va oltre il semplice e ipocrita "politicamente corretto". E Anna: “Lo Squalo andrà a perdere una giornata lavorativa ma si è guadagnato un sacco di stima ( e di conseguenza futuri clienti )...”. (c.g.)

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