Gioco
Aamps, Di Gennaro esce di scena Al timone provvisoriamente il presidente dei sindaci revisori
Svolta all'Aamps. "Sospeso" il massese Di Gennaro dal ruolo di amministratore unico: ancora non si sa chi lo sostituirà, per adesso l'ex municipalizzata viene affidata al presidente dei sindaci revisori
LIVORNO. Svolta al timone dell’Aamps: finisce l’era di Marco Di Gennaro, che era arrivato nell’agosto scorso sull’onda di una “sponsorizzazione” entusiastica da parte del sindaco pentastellato Filippo Nogarin (“sarà il nostro Steve Jobs”), ma presto aveva dovuto vedersela con la durissima vertenza con gli spazzini Cooplat e con la difficoltà di far quadrare i conti dell’ex municipalizzata in affanno.
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Ancora non c’è un comunicato del Comune ma, interpellate dal cronista al riguardo, fonti ufficiali di Palazzo Civico confermano l’intenzione di “arrivare a una sospensione” dell’attuale amministratore unico, massesse, 29 anni compiuti a gennaio. E se di “sospensione” si tratta, non viene precisato però fino a quando: dunque, si direbbe alquanto improbabile che la cosa possa concludersi con il rientro di Di Gennaro al vertice dopo un periodo di pausa. Del resto, a più riprese si sono susseguite nel corso delle settimane le voci su Di Gennaro in bilico: ad esempio, agli inizi di gennaio,
A chi andrà in mano adesso l’Aamps? E’ un rebus tutto da sciogliere: il nome ancora non c’è o comunque il sindaco Nogarin lo tiene ben coperto. Non può permettersi un’altra mossa sbagliata perché, se per ogni amministrazione locale la raccolta dei rifiuti è un servizio-chiave nel rapporto con i cittadini, lo è ancora di più nella strategia grillina il cui elettorato è particolarmente sensibile alle questioni della raccolta differenziata, dell’inceneritore e della tutela ambientale.
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Ma, non essendoci più Lorenzo Fommei come direttore e se adesso Di Gennaro fa la valigia, il sindaco deve comunque trovare qualcuno che prenda immediatamente in mano la gestione operativa anche quotidiana di una azienda pubblica al 100% di proprietà del Comune di Livorno. Ecco perché – come confermato da Palazzo Civico - viene affidata provvisoriamente ai sindaci revisori, in particolare al presidente Francesco Carpano; nel collegio anche Patrizia Del Tredici e Alessandro Carrara (con Vittorio Morelli e Maria Luisa Marinari come supplenti). Tutti, ad eccezione di Del Tredici, nominati il 24 maggio scorso, alla vigilia del primo round del voto che ha determinato il cambio alla guida dell’amministrazione municipale.
Secondo quanto sostengono i più stretti collaboratori del sindaco Nogarin, resta “immutata la stima personale” per Di Gennaro ma quest’ultimo avrebbe già segnalato da settimane la difficoltà di reggere la situazione dal punto di vista dello stress mentre il Comune ha bisogno di un “traghettatore” forte per affrontare il passaggio che porterà l’Aamps all’interno di Reti Ambiente, la grande realtà dei rifiuti che raggrupperà in un unico soggetto ben 23 ex municipalizzate di un centinaio di municipi.
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Problemi di coesistenza fra Di Gennaro e il super-consulente Andrea Marzovilla? Da Palazzo Civico si respinge al mittente l’indiscrezione che riferisce di scontri fra i due. E adesso che Di Gennaro sta uscendo di scena, si tende comunque a perimetrare il ruolo di Marzovilla: una figura a termine – viene sottolineato - e con il compito non di gestire l’azienda bensì di non aiutare a disegnare il percorso per far integrare al meglio l’Aamps dentro la nuova maxi-azienda sovraprovinciale.
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