Gioco
Stretta, pericolosa e inadeguata. Benvenuti in Variante Anas: «Nessuna ipotesi di allargarla»
Livorno, spazzata via ogni ipotesi d’ampliamento e di corsie d’emergenza «Limite a 90 km adeguato perché non è una strada extraurbana principale»
LIVORNO. Il tratto Stagno-Salviano della Variante è a norma. E il limite massimo di velocità a 90 chilometri orari è coerente con la sua conformazione geometrica, che - badate bene - non fa includere l’arteria tra le strade extraurbane che il codice della strada identifica come “principali” («Non è classificata come tale», scrive l’Anas»).
Quindi l’Anas spegne le polemiche, o almeno ci prova, respinge al mittente le accuse dell’Aci che ha definito l’”Aurelia-bis” «una strada progettata male e non sicura», e di Michele Caturegli, che da anni, da quando era dirigente del Comune, continua a dire che quell’arteria non rispetta le normative di legge, e smonta anche la proposta del comandante dei vigili urbani Pucciarelli secondo cui ridurre il limite a 70 chilometri in alcuni tratti della Variante potrebbe essere una soluzione opportuna.
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Ma se da un lato prova ad abbassare i toni, richiamando l’importanza di rispettare limiti e segnaletica, dall’altro la società incaricata di gestire la rete stradale italiana spazza via qualunque ipotesi e anche qualunque speranza di allargamento (e dunque di costruzione di quelle corsie di emergenza che servirebbero a migliorare la sicurezza e ad evitare i disagi): «La fattibilità di qualsiasi ipotesi di ampliamento o ammodernamento della sede stradale deve necessariamente essere valutata in relazione alle risorse finanziarie disponibili», fanno sapere dal quartier generale romano di Anas. Come dire: la città di Livorno si metta pure l’animo in pace, non è all’orizzonte nessuna idea di allargare la sua strada principale.
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Anche perché poi Anas spiega che cosa ha in programma di fare sulla Variante in una nota inviata al Tirreno, che nei giorni scorsi aveva sollevato per l’ennesima volta il caso di una tangenziale strettissima, problematica, pericolosa e inadeguata, dove un qualunque incidente, anche il più banale, finanche una ruota forata, può causare la paralisi della strada e a catena di tutto il traffico cittadino. E in quella lista di buoni propositi, l’ampliamento e le corsie d’emergenza non ci sono. «Al momento - dicono da Anas - sono stati programmati lavori di manutenzione straordinaria per il quinquennio 2015-2019 che includono interventi di risanamento della pavimentazione, adeguamento delle barriere di sicurezza e ristrutturazione di ponti e viadotti».
C’è da accontentarsi? No. Perché si tratta di lavori quanto mai necessari già oggi, che tuttavia non risolveranno il vero problema legato alla strettezza delle carreggiate e su cui tra l’altro Anas inserisce una postilla che spegne ulteriormente qualunque entusiasmo: questi interventi «potranno essere eseguiti sempre compatibilmente con le risorse disponibili». Tradotto: potrebbero saltare da un giorno all’altro.
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