Il Tirreno

Livorno

Pd, ballottaggio Filippi-Bellandi

di Juna Goti
Pd, ballottaggio Filippi-Bellandi

L’unica donna in corsa e la sinistra del partito vincono il primo turno. Ma ora deciderà l’assemblea

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LIVORNO. Sonia Filippi vince. Ma non è automaticamente la nuova segretaria del Pd livornese. Ieri, infatti, nessuno dei quattro candidati alla guida del partito cittadino ha raggiunto il 50% più uno dei voti, e Filippi dovrà giocarsela al ballottaggio con il secondo classificato, Federico Bellandi. Dove? Non alle urne, ma – come prevede il regolamento – nella neoeletta assemblea comunale. In altre parole: tutto può ancora accadere, dipenderà dagli accordi...

Ieri i seggi sono rimasti aperti dalle 8 alle 20, anche ai non iscritti e ai sedicenni. Alla fine sono andati a votare in 2.287: un numero evidentemente ancora basso e lontano dai risultati di un tempo. Ma il responsabile del comitato organizzatore, Roberto Ceccarini, parla comunque di «successo» e «segnale di ripresa» perché «la partecipazione è cresciuta rispetto alle ultime primarie per la segreteria territoriale». Di un’ottantina di persone, visto che il 7 dicembre in città andarono a votare in 2.200. Anche il segretario della Federazione, Lorenzo Bacci, difende questa linea: «Gli iscritti al partito sono circa 1.600, significa che sono venuti a votare 600 in più. Non era scontato...».

I numeri alla fine sono stati questi: 813 voti validi per Sonia Filippi (35,6%), 710 per Federico Bellandi (31,10%), 558 per Pietro Caruso (24,44%), 201 per Alberto Lenzi (8,80%). Nell’assemblea comunale equivalgono a 32 eletti per Filippi, 28 per Bellandi, 22 per Caruso e 8 per Lenzi.

Tradotto: al primo turno in città ha vinto l’area più a sinistra del Pd. Quella di Leonardo Conforti, Jari De Filicaia, Marco Susini, Simonetta Pampaloni, la sorridente segretaria del circolo Pd di Shangai che ieri sera è entrata nella sede di via Donnini con un grande mazzo di fiori consegnato a Sonia Filippi, prima di andare tutti a cena al circolo di Salviano.

Mentre a livello cittadino non ha sfondato l’area renziana che fa capo a Bacci e che ha appoggiato l’ex cuperliano Bellandi. E non ha sfondato neppure quella di Pietro Caruso e Marida Bolognesi, che però diventa l’ago della bilancia...

La fotografia dei risultai seggio per seggio è chiara: a decidere il primo turno sono stati Shangai e Salviano, dove la partecipazione è stata più alta che altrove e dove Sonia Filippi ha incassato rispettivamente 141 preferenze su 179 votanti e 150 su 199.

Filippi, 55 anni nata in Venezia, insegnante di storia e italiano alle scuole elementari, era l’unica donna in corsa. Nell’ ’89 è stata segretaria della sezione Pci di San Marco. «Prima donna - ci tiene a ricordare – a ricoprire un incarico come quello in città, in una sezione storica». Poi arrivarono la Bolognina e soprattutto gli anni da pendolare all’Elba. «Dopo tre anni dovetti lasciare la politica che per me è impegno e servizio». Il ritorno alla politica con il no alla riforma Gelimini: cinque anni fa è entrata in circoscrizione ed è stata responsabile scuola e coordinatrice della segreteria comunale di De Filicaia.

Bellandi, 37 anni, nato a Fabbricotti e impiegato all’Asa, si è invece iscritto al Pd nel 2012 ed è segretario del circolo ambiente e servizi.

«Sono tornata a parlare di emergenza casa, salute, prevenzione, lavoro e ho preso una posizione chiara sul Jobs Act e sui diritti dei lavoratori», rivendica la prima. Che si dice «sì, di sinistra, ma le etichette affibbiate alle aree non mi piacciono». «Spero – aggiunge – che in assemblea vinca la persona che meglio interpreta la volontà di cambiamento, se lo capiamo vinciamo tutti. Accordi? È evidente che andranno fatti, ma sui programmi...».

Dall’altra parte Bellandi è visibilmente deluso, ma parla lo stesso di «parziale vitoria» perché «Sonia è più conosciuta, ha ricoperto anche incarichi importanti». «In più – aggiunge – si evince chiaramente che il partito è diviso in tre poli. Io mi sento in continuità con il progetto di rinnovamento portato da Bacci». Detto questo, chi si allea con chi? Bellandi per ora risponde così: «Vincerà chi saprà aggregare meglio il partito...».

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