Gioco
Buongiorno si allarga da Livorno alla Toscana
Stefano Romboli va all’attacco: abbiamo riempito il teatro Quattro Mori, i Cinque Stelle non ci sono riusciti neanche portando qui dodici parlamentari
LIVORNO. «Nasce Buongiorno Toscana, la rivoluzione copernicana della sinistra». Così ieri da un cinema 4 Mori quasi al completo è partita la sfida a Enrico Rossi. Perché proprio da Livorno? Laconico Andrea Galliano, giurista milanese ideatore del ciclo di conferenze “Partecipazione e democrazia”, che risponde ai suoi concittadini che gli chiedono se davvero valga la pena prendere il treno per venire “fin quaggiù”: «A Milano sono nati il Partito Fascista, Forza Italia e la Lega Nord; a Livorno il Partito Comunista e Buongiorno». Due minuti di applausi.
Non è facile spiegare Buongiorno Toscana senza cadere nel tranello del “partito”, senza chiamarlo figlio di Buongiorno Livorno. Perché Bl ne è il padre. «L’idea di Buongiorno Toscana – racconta Stefano Romboli, presidente di Bl – risale a fine 2014, a un’assemblea di Bl. Eravamo convinti che anche nel resto della regione ci fosse una sinistra in discontinuità col Pd. Abbiamo messo in rete la nostra esperienza, contattato poche persone, e oggi abbiamo riempito i 4 Mori. Cosa che non è riuscita ai 5 Stelle, che pure pochi giorni fa avevano portato qui dodici parlamentari...». «La politica – riprende – si è allontanata dalla gente dimenticando solidarietà e diritti sociali, dignità e fratellanza. Noi abbiamo colmato quel vuoto: prima a Livorno, ora cercheremo di fare lo stesso in Toscana».
Inevitabile il confronto con le realtà extra-italiane come Siriza e Podemos. Ma, assicura Andrea Raspanti (capogruppo Bl e portavoce Bt), non c’è nessuna ricerca dell’ “effetto Tsipras”: «Bt è autentica innovazione linguistica e di metodo, non creeremo un laboratorio di Frankenstein rimettendo insieme i pezzi della sinistra».
E ancora: «L’Italia è diventata una Repubblica fondata sul pareggio di bilancio in cui l’austerità ci viene imposta come una penitenza da un mandante che è il governo centrale e dai suoi esecutori che sono i governi locali».
Lavoro, ambiente, salute pubblica, pianificazione del territorio. Sul palco si susseguono gli interventi di Stefano Sodano, membro del direttivo Fiom ed ex operaio della Trw, di Alessio Ciacci, ex assessore all’ambiente al Comune di Capannori, dei docenti universitari Gavino Maciocco (anche direttore di saluteinternazionale.info), Giorgio Pizziolo e Alfonso Maurizio Iacono, di Andrea Galliano. In differita anche la toccante testimonianza di Iacopo Melio, ventenne disabile ideatore della campagna #vorreiprendereiltreno.
Poi, in rappresentanza dei nodi che compongono Buongiorno Toscana, sul palco sfilano e testimoniano le esperienze dei rispettivi territori Stefano Taddei di Buongiorno Livorno, Maurizio Ribechini di Calcinaia Bene Comune, Maurizio Quercioli di Sesto Bene Comune, Dusca Bartoli di FabricaComune Empoli, Laura Cavallini di Immagina San Miniato, Sauro Mori di FabricaComune Montespertoli, l’assessore Fabio Lattanzio di Monteriggioni, Manuel Borgioli di Capraia e Limite Civica, Luca Rovai di Montelupo in Comune, Sonia Guarnieri di Progetto per Volterra, l’ex candidato sindaco (ora consigliere comunale) di Fucecchio Emanuele Cripezzi, e Alessandro Masoni di Sinistra per Castagneto.
Tutto mentre fuori e dentro il teatro si notano ad ascoltare (oltre al sindaco di Volterra Buselli e al parlamentare ex M5S Artini) rappresentanti livornesi di Sel, Prc, Unione Inquilini e liste come Città Diversa. Nascerà un percorso comune in vista delle regionali?
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