Gioco
Vernacoliere festival, è il regno della livornesità
La kermesse nel segno dell'umorismo alla livornese tiene banco al Modigliani Forum: nel secondo giorno i "Grezzofilm", i canti eretici, il concerto dei Licantropi e lo show di Marmugi
LIVORNO. Missione compiuta. Voleva essere una festa di tutta la città, ed è stata una festa davvero. E’ andato via così, fra risate, abbuffate, battute, monologhi e vignette il primo giorno (di due) della “Festa del Vernacoliere 2015” al Modigliani Forum di Porta a Terra, evento nato dalla collaborazione tra Mario Cardinali (editore), la “Menicagli Pianoforti” e la società “PalaLivorno”, per rendere omaggio alla “livornesità a 360 gradi” attraverso – anche e soprattutto – i 35 anni della rivista satirica più famosa d’Italia.
Centinaia di persone, fin dalle prime ore del pomeriggio, hanno iniziato a transitare dal Palazzo dello sport di Livorno (l’ingresso è libero sempre, a qualsiasi spettacolo e a qualsiasi ora), incuriosite da questo irriverente “happening”, che non capita spesso (l’ultima festa del Vernacoliere, in Fortezza Vecchia, risale al 2006). Sfilano all’ingresso, in versione cartonata a grandezza naturale, le sagome dei personaggi storici del mensile – da Budìulik alla Nonna Bionica, dal Troio a Don Zauker, da Nedo a Luana la Babysitter – e i divertiti avventori fanno a gara a mettersi in posa per scattarsi i “selfie”, ormai d’obbligo, con i Miti del Vernacoliere. Molte le persone giunte da fuori città – chi da Bologna, chi da Pescara, Roma, Novara.
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L’attenzione va tutta alla mostra delle “locandine”: una sala adibita a vero e proprio “tempio” del Verbo del Vernacoliere: sulle pareti, le riproduzioni di tutte le “civette” di tutti i numeri del giornale in ordine cronologico, mese per mese – è la prima volta che vengono affisse tutte insieme, con questo incredbile colpo d'occhio. Intorno, si mangia (il ristorante “L’Aragosta” cucina espresso in loco grazie all’attrezzatissima cucina del PalaModì), si assaporano birre livornesi (c’è il “Piccolo Birrificio Clandestino”), cioccolate (con “Assolo/Gnesi”), si degustano vini (grazie ai sommelier della “Strada del vino”), mentre sul palco sfilano i big della livornesità: Aldo Bagnoli, Paola Pasqui, Stefano Santomauro, poi il direttore del Vernacoliere, Mario Cardinali (divertentissima la sua “conferenza spettacolo” sui “Livornesi, questa razzaccia”) e i suoi autori e collaboratori: Claudio Marmugi, Paolo Piazzesi e Andrea Camerini, quest'ultimo accompagna i corti demenziali di “Grezzofilm” di cui è regista.
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Non da meno il programma di oggi (domenica 2) che vede, tra l’altro, il concerto dei Licantropi, l’intervento dell’imitatore Leonardo Fiaschi (al centro dell’attenzione mediatica per i suoi discussi interventi all’ultima edizione di “Scherzi a parte”) e lo spettacolo serale di Claudio Marmugi e Michele Crestacci.
Si parte alle 16.30 con i “Canti Eretici” di Pardo Fornaciari e Stefania Casu, si prosegue con la tradizione livornese di Fulvio Pacitto, si continua, intorno alle 17.30, con una selezione di comici labronici doc (Leonardo Fiaschi, Valerio Delfino, Giovanni Bondi, Consalvo Noberini), chiuderà il pomeriggio la seconda parte dei corti “live” di Grezzofilm con Camerini. Dopo cena, dalle 21, il concerto dei “Licantropi” cantori assoluti della livornesità (loro la hit “Dé, maddé”) e lo spettacolo di cabaret di Claudio Marmugi con interventi di Michele Crestacci. Il divertimento è assicurato. “Poi, a Livorno” – come è stato ribadito più volte dal palco nella giornata di oggi – “quando è gratis va bene tutto, anche ir raffreddore”.
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